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Cois: “La mia Fiorentina era mostruosa, incredibile non aver vinto lo scudetto”

L’ex centrocampista della Fiorentina Sandro Cois ha ripercorso la sua carriera, definendo la sua squadra “mostruosa” e criticando il mondo del calcio attuale come una “giungla di raccomandati”.
Cois: "La mia Fiorentina era mostruosa, incredibile non aver vinto lo scudetto" Cois: "La mia Fiorentina era mostruosa, incredibile non aver vinto lo scudetto"

L’ex centrocampista della Fiorentina Sandro Cois ha ripercorso la sua carriera in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, dedicando ampio spazio alla sua esperienza a Firenze e offrendo uno sguardo sul suo presente.

La sua Fiorentina

Cois ha definito la sua Fiorentina come una squadra “mostruosa”, esprimendo rammarico per non aver conquistato lo scudetto. In particolare, ha ricordato la stagione in cui Edmundo lasciò la squadra per due mesi durante il Carnevale, proprio quando il club era primo in classifica a gennaio. L’infortunio di Batistuta e l’assenza prolungata di Edmundo furono momenti critici. Cois ha descritto gli allenamenti come uno spettacolo, con Rui Costa e Batistuta definiti “alieni” per le loro prodezze. Ha anche menzionato Claudio Ranieri, allora giovane allenatore, come una figura con idee innovative e un approccio unico alla gestione dello spogliatoio, definendolo un “signore”. Cois ha inoltre sottolineato l’importanza di Malesani per averlo portato in Nazionale.

Interessi di mercato

L’ex centrocampista ha confermato il reale interesse di Inter e Juventus nei suoi confronti. Tuttavia, ha dichiarato che non avrebbe mai accettato di giocare per la Juventus se fosse stato ancora a Firenze, e che Cecchi Gori, all’epoca presidente, nutriva per lui un forte affetto e non voleva cederlo.

L’addio al calcio

Cois ha spiegato che la decisione di ritirarsi dal calcio è arrivata al limite, a causa di infortuni che lo avevano segnato profondamente anche a livello mentale. Due ernie cervicali gli impedivano persino di camminare, nonostante avesse solo 31 anni. L’abbandono dell’attività agonistica è stata vissuta come una liberazione.

Il suo rapporto con il calcio oggi

Dopo il ritiro, Cois ha attraversato una fase di rifiuto verso il calcio, evitando di guardare le partite. Ha osservato come, una volta usciti dalla “bolla” del professionismo, ci si renda conto della falsità di certi rapporti, paragonando la situazione a quella dei politici o dei cantanti, dove le attenzioni svaniscono una volta persa la notorietà. Molti che considerava amici sono scomparsi, e Cois descrive il mondo del calcio come una “giungla piena di raccomandati”.

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