Martin Jorgensen, ex centrocampista, ha condiviso alcuni ricordi del suo periodo in Serie A, con particolare riferimento alle esperienze con Fiorentina e Udinese. In un’intervista a l’Ultimo Uomo, l’ex giocatore ha ripercorso il suo trasferimento in viola e la risoluzione della comproprietà con il club friulano, avvenuta tramite il meccanismo delle buste, con la Fiorentina che presentò un’offerta di soli 500 euro.
“Quando ho scelto di andare alla Fiorentina volevo cambiare, perché da tanti anni ero all’Udinese”, ha spiegato Jorgensen. Il primo anno a Firenze fu difficile, con la squadra che si salvò solo a fine campionato e una sua prestazione non all’altezza. Nonostante ciò, l’intenzione era quella di restare. L’Udinese, nel frattempo qualificata alla Champions League, aveva manifestato interesse per un suo ritorno, ma Jorgensen lo percepiva come un passo indietro, avendo scelto solo un anno prima di lasciare il club. La situazione si risolse alle buste: consapevole che l’Udinese avrebbe offerto zero, i 500 euro della Fiorentina gli garantirono la permanenza.
La svolta personale e il legame con Firenze
La cifra modesta non fu vissuta come un’umiliazione, bensì come uno stimolo a dimostrare il proprio valore. Il punto di svolta, secondo Jorgensen, arrivò durante una partita casalinga contro il Cagliari: “Io rubo palla e vado a concludere l’azione segnando”. Da quel momento, avvertì un cambiamento che gli permise di conquistare la fiducia dell’allenatore e dei tifosi. Firenze conserva un posto speciale nel suo cuore e gli manca la quotidianità vissuta lì. Ha inoltre sottolineato la forza del gruppo, la sua coesione e la presenza di un grande allenatore come Prandelli, evidenziando come il piacere di stare insieme si estendesse anche al di fuori del campo.