Le voci di mercato e le sensazioni sul presente arrivano dai protagonisti in casa Fiorentina, con Pedro Goncalves e Arthur Atta che si sono espressi in interviste separate. Le loro dichiarazioni sono state raccolte da La Nazione e dal Corriere Fiorentino.
Le parole di Gonçalves
Il centrocampista portoghese ha condiviso la sua felicità per l’esperienza a Firenze e con la Fiorentina, sottolineando l’intensità del lavoro sotto la guida di Vanoli durante la sosta del campionato. Ha dichiarato:
“Diciamo che mi servivano tre settimane per essere al meglio e visto lo stop al campionato è stato più o meno di questa lunghezza, direi che ci siamo.”
Riguardo al suo impiego tattico, ha lasciato intendere che la scelta spetterà all’allenatore, pur sentendosi a suo agio sia come esterno che in posizione centrale. Ha aggiunto: “Si è capito che ho intenzione di fare tanti gol, vero? Mi fa piacere essere considerato il colpo di mercato più importante insieme a Mastantuono, ma non ci penso. Vivo questo in serenità perché mi piace prendere il bello del mio lavoro ma senza farlo diventare motivo di stress.”
Parlando di figure storiche del club, ha menzionato Rui Costa, riconoscendo il suo contributo significativo alla Fiorentina, e Nuno Gomes, pur proiettando il suo pensiero verso il futuro e ciò che lui stesso potrà realizzare con la maglia viola.
Le dichiarazioni di Atta
Il centrocampista Arthur Atta, intervistato dal Corriere Fiorentino, ha offerto la sua prospettiva sul momento attuale:
“Non sto rendendo al massimo? Vero, ne sono consapevole. Mi manca il gol, tantissimo. Ci sono andato vicino, qualche volta ho sbagliato e in altre sono stato sfortunato. Devo incidere di più, devo mettermi nelle condizioni di fare la differenza. Ho avuto qualche problema muscolare ma ora sto bene e sono convinto che questa sosta mi servirà per entrare in forma.”
Ha poi descritto la sua evoluzione tattica: “Ho iniziato centrocampista centrale, ma ormai sono abituato a giocare mezzala. Lì mi trovo bene perché partendo da dietro ho più spazio e possibilità di incidere, a Udine poi ho avuto un maestro come Runjaic: lui è stato fondamentale, mi ha spinto a determinare le partite e a fidarmi delle mie qualità. Giocare dietro alla punta comunque mi piace, avrò bisogno di trovare i movimenti giusti ma mi metto a totale disposizione. Per me sarà un’altra occasione per crescere.”
Infine, ha evidenziato l’impegno richiesto da Vanoli: “Vanoli ci fa sudare, tanto. Ma questo per noi è un bene perché abbiamo una gran voglia di risalire. Non dobbiamo porci limiti, ma avere un obiettivo comune: diventare squadra. È questa la prima cosa da fare se vogliamo essere protagonisti. Il talento non ci manca.”