Il docufilm intitolato “In un battito”, diretto da Giovanni Troilo, vedrà la sua presentazione odierna in occasione del Festival del Cinema di Roma. La pellicola sarà poi disponibile nelle sale cinematografiche dal 1° al 18 novembre.
Un racconto autentico
Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il film narra il difficile periodo affrontato da Edoardo Bove durante la sua esperienza con la maglia della Fiorentina. La cronaca include il malore improvviso, il periodo di apprensione, il percorso di recupero, l’astinenza dal calcio, la graduale ripresa e il conseguente ritorno sui campi da gioco. Si tratta di un’immersione profonda nella vita di un giovane che ha scelto di aprirsi completamente, condividendo aspetti molto personali del suo cammino di rinascita dopo l’incidente occorso mentre indossava la divisa della Fiorentina.
Le dichiarazioni di Bove
“Questo docufilm nasce dalla volontà di dare un senso a quello che mi è successo e di trasformare un’esperienza personale in un messaggio che possa essere utile agli altri. Non ho intrapreso questo percorso pensando di restituire la storia di un calciatore. E forse neanche la storia di un calciatore che è tornato in campo. Piuttosto, ho condiviso un percorso che ho fatto dentro di me e che continua ancora oggi. Non è stato semplice far entrare le telecamere nella mia vita ma ha prevalso la convinzione che ne valesse la pena per l’utilità sociale del progetto. È stato bello mettermi in gioco: non è stato sempre facile, ma è stato autentico. Quello che mi è successo mi ha portato a guardare in modo diverso al tempo, alle esperienze e alle opportunità che la vita mi ha offerto. Questo film racconta la possibilità di affrontare momenti difficili e di non arrendersi. Ed è questo il messaggio che vorrei arrivasse, soprattutto a chi sta vivendo una difficoltà: non sentirsi solo e trovare la forza per andare avanti. In questa dimensione personale mi è stato subito chiaro un obiettivo: sensibilizzare le persone sull’importanza della formazione alle manovre di primo soccorso. Ed è per questo che ho deciso di giocare la mia partita anche al cinema”.