“Mi piacciono i giocatori di qualità, ma le partite vanno riempite”. Questa frase di Fabio Grosso, in risposta a un quesito sulla possibile convivenza tra Fagioli e Oulai, resta emblematica. La sensazione è che, dopo oltre due settimane di allenamenti, la coesistenza dei due centrocampisti non rientri nei piani del tecnico. Pertanto, nonostante la titolarità di Fagioli nell’ultimo incontro, qualora arrivasse un’offerta concreta, non ci sarebbero ostacoli alla sua partenza dallo Stadio Franchi.
Il profilo di Thorstvedt
Interpellato anche in merito a Ndour e Brescianini, Grosso ha lasciato intendere che almeno due dei tre centrocampisti impiegati dovranno possedere la capacità di “riempire il campo” attraverso pressing, raddoppi e inserimenti. Doti che Fagioli possiede solo parzialmente. Questo scenario riporta l’attenzione sul mercato e sulla richiesta di Grosso di accogliere Thorstvedt nel reparto mediano. Il norvegese, in teoria, rappresenterebbe la pedina ideale per completare il centrocampo, forse più di quanto non possa fare Fagioli. Anche giocando con un centrocampo a tre, il ruolo di “play basso” non richiede necessariamente un regista puro. Di conseguenza, l’eventuale cessione di Fagioli non verrebbe vissuta come un affronto dallo staff tecnico.
La valutazione di Fagioli
Un potenziale ostacolo potrebbe essere la valutazione del giocatore da parte della Fiorentina. I 30 milioni di euro ipotizzati dalla dirigenza viola non hanno finora convinto alcun club a presentare un’offerta. È vero, tuttavia, che da oggi si entra nella fase cruciale del mercato estivo, quella decisiva, in cui si bilanciano le esigenze degli allenatori con la necessità di piazzare gli esuberi. Tutto può accadere: Fagioli potrebbe partire, ma anche rimanere, correndo il rischio di essere considerato un’alternativa.