Fabio Paratici si conferma la figura di spicco dell’estate della Fiorentina. Le operazioni di mercato condotte finora lo hanno consacrato agli occhi del pubblico, rendendolo il protagonista indiscusso del momento viola, al di sopra di giocatori come Kean, Atta e persino Mastantuono. Pochi minuti prima del fischio d’inizio della partita contro il Benevento, il suo ingresso sul terreno di gioco per supervisionare il riscaldamento della squadra è stato accolto da un’autentica ovazione. La richiesta di fotografie e autografi successiva lo ha impegnato per circa 10 minuti lungo la fascia che si affaccia sulla tribuna e sul parterre.
Un idolo inaspettato
Un’accoglienza eccezionale per un direttore sportivo, figura solitamente oggetto di interesse per questioni di mercato anziché per un tripudio di folla come quello verificatosi al Franchi ieri sera. Tuttavia, i successi del mercato estivo e la percezione di una rosa notevolmente rinforzata rispetto al passato recente hanno trasformato Paratici in un vero e proprio beniamino. Il dirigente accenna un sorriso, consapevole che questo affetto popolare è strettamente legato ai risultati sportivi e che, al primo intoppo, gli applausi potrebbero rapidamente trasformarsi in critiche.
La ricerca dell’equilibrio
Il concetto di ‘equilibrio’, tanto caro all’allenatore Grosso, risuona anche nelle idee di Paratici. Con ambizione e un’attenta autocritica, ha abbracciato il progetto di rilancio della Fiorentina, comprendendo le aspettative di una piazza passionale come quella di Firenze. Per ora si gode il consenso generale, ma è consapevole che per mantenerlo sarà necessario un impegno costante e un duro lavoro.