Quanto ha investito la Fiorentina durante il calciomercato estivo del 2026? Questa domanda è stata analizzata dal portale specializzato in finanza sportiva Calcio&Finanza, che ha esaminato tutte le transazioni concluse dal club toscano.
Il quadro economico generale
Al termine della finestra di trasferimenti, il club viola ha registrato un impatto negativo sul bilancio di 7,36 milioni di euro, considerando entrate e uscite. Secondo le valutazioni di Calcio e Finanza, i nuovi acquisti hanno comportato una spesa aggiuntiva di circa 78,57 milioni di euro. Le operazioni in uscita, invece, tra cui plusvalenze, ricavi da cessioni temporanee e risparmi sui calciatori partiti, hanno generato un’entrata stimata in 71,21 milioni. Il risultato finale è dunque un deficit sul conto economico per la stagione 2026/27. Parallelamente, il saldo relativo ai soli trasferimenti di proprietà dei calciatori è stato considerevolmente negativo, attestandosi a -112 milioni di euro. L’analisi di Calcio e Finanza indica che la Fiorentina ha investito complessivamente circa 156 milioni di euro per i cartellini, incassando 44 milioni dalle principali cessioni considerate. È importante distinguere il saldo dei trasferimenti dall’impatto sul bilancio: il primo confronta il valore delle acquisizioni e delle cessioni, il secondo valuta l’effetto delle operazioni sul conto economico, includendo ammortamenti, stipendi, costi e ricavi da prestiti, plusvalenze e risparmi.
Gli acquisti nel dettaglio
La portata degli investimenti effettuati dalla Fiorentina è evidente dal saldo dei cartellini, ma l’incidenza sul conto economico risulta notevolmente inferiore rispetto ai circa 156 milioni impiegati negli acquisti analizzati. L’acquisizione a titolo definitivo di un giocatore, infatti, non grava sul singolo esercizio per l’intera cifra del trasferimento. Il costo viene infatti ripartito lungo la durata del contratto tramite le quote di ammortamento, a cui si aggiungono gli stipendi lordi e altri eventuali oneri legati all’operazione. Per le cessioni temporanee, invece, incide il costo del prestito e il relativo costo del lavoro sostenuto dalla società. Le stime di Calcio e Finanza indicano che gli acquisti della Fiorentina genereranno 29,35 milioni di euro di nuovi ammortamenti per il bilancio 2026/27. A questa cifra si sommano 8,8 milioni di euro per costi legati ai prestiti e, soprattutto, 40,42 milioni di euro lordi di stipendi per i nuovi arrivati. Il costo del lavoro rappresenta quindi la voce principale del mercato in entrata, incidendo per oltre la metà dell’impatto totale sul conto economico. L’operazione con il maggiore impatto annuale è quella relativa a Christ Inao Oulai, uno degli acquisti principali finalizzati da Paratici durante l’estate. Sommando ammortamenti, costi dei trasferimenti temporanei e stipendi, la campagna acquisti della Fiorentina comporta un aumento dei costi complessivi stimato in 78,57 milioni di euro per il bilancio 2026/27.
Le cessioni e i loro benefici
Nel complesso, le principali cessioni considerate nell’analisi hanno fruttato incassi per 44 milioni di euro, a cui si aggiungono 3,30 milioni di euro di ricavi da prestiti. Le plusvalenze sono stimate in 23,09 milioni di euro. Tuttavia, la componente di maggior beneficio derivante dalle uscite è rappresentata dal risparmio sul costo della rosa. La cessazione delle quote di ammortamento e degli stipendi dei calciatori ceduti genera infatti un alleggerimento stimato in 44,82 milioni di euro. La somma di plusvalenze, ricavi da prestiti e risparmi su ammortamenti e stipendi porta le operazioni in uscita a generare un effetto positivo complessivo di 71,21 milioni di euro sul bilancio 2026/27. Sebbene questa cifra sia molto significativa, è comunque inferiore ai 78,57 milioni di maggiori costi generati dagli acquisti. La Fiorentina conclude quindi la sessione con un impatto negativo sul conto economico di 7,36 milioni di euro, nonostante un saldo dei cartellini decisamente più pesante, pari a -112 milioni. La differenza tra questi due valori evidenzia ancora una volta l’effetto degli ammortamenti e delle operazioni pluriennali: una campagna trasferimenti molto onerosa in termini di investimenti totali, ma con un impatto sulla singola stagione sensibilmente più contenuto.