Uno dei ballottaggi che la Fiorentina affronterà durante l’intera stagione, e che riguarda anche il prossimo impegno di domenica alle 12:30 al Franchi contro il Napoli, è quello relativo alla posizione di centravanti. La scelta ricadrà tra Beto e Pellegrino.
Il confronto tra le punte viola
Con la partenza di Kean e l’arrivo di Beto, che si aggiunge a Mateo Pellegrino (giunto in sostituzione di Piccoli), il divario tra le due punte in rosa si è ridotto rispetto all’anno precedente. Attualmente, Pellegrino sembra godere di maggiore fiducia e ritmo realizzativo rispetto all’ex giocatore di Everton e Udinese. Nonostante l’argentino sia considerato in vantaggio sul portoghese, le dichiarazioni di Paolo Vanoli nella conferenza stampa pre-partita tenutasi ieri al Viola Park suggeriscono che il ballottaggio rimanga aperto.
Per un attaccante il primo obiettivo deve essere il gol ma adesso è fondamentale giocare per la squadra. Sono due giocatori diversi e per fortuna posso scegliere.
Il tecnico viola ha inoltre rivelato di aver già cercato Beto in passato: “Non nego di aver cercato Beto già al Torino quando si fece male Zapata”. La sensazione è che questo dualismo sarà un tema centrale per la Fiorentina per tutta la stagione. Sarà compito del tecnico gigliato decidere chi schierare, considerando non solo lo stato di forma ma anche le caratteristiche dell’avversario. Vanoli dispone di due centravanti con profili differenti e vede questa competizione come un punto di forza. Beto offre fisicità, corsa e capacità di attaccare la profondità, qualità che si allineano alle idee dell’allenatore, sebbene il portoghese debba ancora raggiungere la sua piena condizione.
Nel frattempo, Pellegrino si è guadagnato la stima di Vanoli grazie alla sua grinta e a un ottimo momento di forma, avendo segnato tre gol nelle ultime tre partite. Il confronto tra i due rimane quindi molto acceso, nonostante sia nato un buon rapporto tra i due attaccanti. I due si scambiano consigli e si confrontano anche durante le gare. Entrambi puntano a segnare, ma hanno abbracciato l’idea di mettere le proprie doti al servizio del collettivo. Questa rivalità e questo dualismo sono vissuti positivamente dai due bomber e si protrarranno per l’intera annata.