L’attore e noto tifoso della Fiorentina, Paolo Hendel, intervenuto a un evento a Firenze in Piazza Leopoldo, organizzato da Unicoop Firenze, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio FirenzeViola.
Riguardo alla lettura di testi dedicati a Nelson Mandela, Hendel ha espresso grande emozione, sottolineando come le parole del leader sudafricano, un appello alla pace e all’accoglienza, siano ancora estremamente attuali, purtroppo in contrasto con la direzione intrapresa da molte parti del mondo e dall’Italia.
Commentando il momento della Fiorentina, Hendel si è definito un tifoso “vigliacco”, ammettendo che di fronte alle difficoltà globali, le delusioni calcistiche a volte lo portano a chiedersi se valga la pena soffrire per il calcio. Tuttavia, le improvvise vittorie della squadra riaccendono l’emozione e l’orgoglio.
Riguardo alla gestione tecnica iniziale e alla successiva svolta, l’attore si è detto perplesso su come “esperti” abbiano potuto sbagliare l’impostazione iniziale con la scelta del tecnico e dello stile di gioco, accorgendosene solo dopo risultati negativi. Ha espresso speranza nel recupero attuale, pur con la consapevolezza che i risultati iniziali pesino.
Hendel ha espresso la sua speranza per la conquista dell’Europa da parte della Fiorentina, collegandola alla necessità di un’Europa unita e democratica, un obiettivo che vede sempre più lontano nel mondo attuale.
Sulla possibilità di tornare allo Stadio Franchi, Hendel ha confermato che lo farà volentieri, pur confessando il “viziaccio” di guardare le partite da casa per comodità, specialmente per un uomo della sua età.
Riguardo a chi vorrebbe cenare tra i protagonisti della Fiorentina, Hendel ha indicato i giocatori che scendono in campo con passione e dedizione, senza voler nominare nessuno per non scontentare nessuno, ma sottolineando l’esistenza di “giocatori veri” che credono ancora nella bellezza del gioco.
Infine, parlando della tifoseria, Hendel ha dichiarato che gli piacerebbe cenare con “quella giusta”, criticando il tifo esasperato e comportamenti come quello di “bischeroni” che si sono girati di spalle durante il ricordo di Mazzola, definendoli dimostrazioni di “grettezza irrecuperabile”.