Costantino Favasuli (classe 2004), Michael Kayode (2004), Lorenzo Amatucci (2004) e Lorenzo Lucchesi (2003) rappresentano talenti sbocciati dal settore giovanile della Fiorentina, ma sfuggiti al controllo del club. Kayode milita attualmente in Nazionale e potrebbe essere schierato titolare contro il Belgio, mentre gli altri sono giocatori che attirano l’interesse di Roberto Mancini. Resta da valutare se si tratti di una cattiva gestione da parte della Fiorentina nei confronti di questi giovani prospetti, ora affermati in realtà calcistiche di primo piano. Solo il tempo potrà dirlo, ma il tempo è mancato a Firenze per questi quattro ex ragazzi.
La gestione dei talenti
Si tratta di giocatori che hanno superato i 21 anni, quindi non più giovanissimi. Favasuli ha disputato un campionato eccezionale in Serie B con il Catanzaro ed è attualmente uno dei giocatori più in forma del Napoli. Michael Kayode è un punto fermo del Brentford, squadra in grande ascesa in Premier League, da ormai due stagioni. Lorenzo Amatucci si è rapidamente imposto nel Deportivo La Coruña e nella Liga, mostrando numeri paragonabili a quelli di Rodri. Lorenzo Lucchesi è un leader difensivo per un Monza ambizioso; la Fiorentina conserva un interesse su di lui, con il 50% sulla futura rivendita che potrebbe permettere ai dirigenti viola di riacquistarlo a giugno a condizioni vantaggiose. Complessivamente, questi quattro giocatori vantano 51 presenze nella prima squadra del club che li ha formati (49 per Kayode, 2 per Amatucci). L’unico ad aver avuto concrete opportunità in maglia viola è stato Kayode, soprannominato ‘MagicMike’ dai tifosi. Un anno e mezzo fa, accettò l’offerta dall’Inghilterra, lasciando quella che era stata la sua casa per anni, pur essendo di fatto la riserva di Dodô. La traiettoria di Kayode e Amatucci simboleggia la ‘fuga dei cervelli’ (o meglio, dei ‘piedi’) verso l’estero, un fenomeno tipicamente italiano, dove i giovani sono costretti a cercare opportunità altrove. In alternativa, per rimanere in Italia, il percorso passa spesso attraverso numerosi prestiti. Favasuli e Lucchesi hanno invece trovato in Catanzaro e Monza club disposti a investire su di loro, interrompendo il ciclo dei prestiti e puntando direttamente sui loro talenti. La Fiorentina si è tutelata mantenendo il 50% sulla futura rivendita, ma ha di fatto perso il contributo tecnico di giocatori cresciuti nel proprio vivaio.
Incassi e rimpianti
Questa è una strategia societaria che può portare o meno i suoi frutti. Nel calcio, lo spazio per il sentimentalismo è limitato, ma da una società che ha investito molto sul proprio settore giovanile e sul centro sportivo di Bagno a Ripoli, è doveroso notare come una generazione di talenti, quella dei classe 2003-2004, sia stata sostanzialmente persa. Dalla cessione dei quattro giocatori menzionati, la Fiorentina ha incassato circa 25 milioni di euro (di cui 17,5 milioni dalla vendita di Kayode) e potrebbe ottenere ulteriori introiti da futuri trasferimenti degli altri (anche Amatucci prevede una percentuale sulla rivendita a favore della società dei Commisso, pari al 20%). Va considerato che Firenze negli ultimi anni non è sembrata la piazza ideale per far maturare il talento, con un ambiente che predilige risultati immediati piuttosto che una crescita graduale. Di conseguenza, anche giocatori più giovani, come i classe 2006 Braschi, Balbo e Kouadio (quest’ultimo convocato da Mancini in Nazionale), hanno lasciato il club in breve tempo. Questi ragazzi sono stati protagonisti della storica vittoria dello scudetto Primavera con Galloppa, ma a distanza di tre mesi dal trionfo, nessuno di loro milita nella prima squadra viola. L’Italia, e in particolare Firenze, sembra non essere un paese per giovani talenti.