Si discute spesso del cosiddetto “calcio d’agosto”, ma segnare e vincere contribuisce indubbiamente all’autostima. Tuttavia, è fuori discussione che ci sia ancora molto lavoro da svolgere. Al di là delle prestazioni individuali, si iniziano a percepire i concetti di squadra e di tattica collettiva: la squadra emerge come un’entità alta, che cerca di stazionare il più a lungo possibile nella metà campo avversaria. La condizione fisica, in questa fase della stagione, è quella che ci si può aspettare; sarebbe stato anomalo il contrario.
Nonostante ciò, dopo gli ultimi eventi, emergono timide e caute sensazioni positive. Pur senza voler creare eccessive illusioni, ciò che si osserva è una squadra che sta lavorando nel modo migliore. La presenza di molti giovani, entrati con la giusta determinazione, è un ulteriore motivo di soddisfazione. È fondamentale, tuttavia, non esaltarsi eccessivamente, ma è preferibile vedere una Fiorentina in questa veste piuttosto che diversamente. I segnali più significativi arriveranno, naturalmente, dalle prossime sfide amichevoli contro il Real Madrid e il Deportivo.
Il cambiamento di assetto tattico operato da Grosso viene visto in maniera molto positiva. Si ritiene che il tecnico intenda sperimentare a fondo, probabilmente per ottenere conferme su alcuni giocatori ancora in fase di valutazione. La partita di ieri, pur essendo un’amichevole, si è rivelata di alto livello, e avere a disposizione soluzioni alternative è una strategia corretta che andava provata. Questo approccio permetterà ai singoli di essere impiegati in ruoli diversi da quelli abituali, un aspetto che non può che giovare alla Fiorentina.
Riguardo all’inizio di stagione di Roberto Piccoli, va sottolineato come il suo percorso in viola nella scorsa annata non sia stato brillante. Pur non essendo un bomber di razza, è un calciatore di indubbio valore. La sua permanenza, a mio avviso, dipenderà da un fattore cruciale: la reazione del pubblico alla sua eventuale conferma, specialmente nelle prime uscite. Al primo errore, si potrebbe innescare un meccanismo perverso che lo penalizzi. In tal caso, si consiglierebbe al giocatore di cercare una nuova destinazione, che potrebbe rivelarsi rigenerante per lui e vantaggiosa per le casse del club.
Bisogna innanzitutto valutare la condizione fisica di Moise Kean; c’è grande curiosità nel vederlo all’opera in un contesto di gioco serio. Si vocifera che possa essere della partita contro il Real Madrid, e l’attesa è palpabile. A mio parere, l’arrivo di Pellegrino potrebbe non essere direttamente collegato a una partenza di Kean, ma piuttosto a una potenziale uscita di Piccoli. Se non erro, la formula proposta dalla Fiorentina al Parma prevede un prestito oneroso con opzione di riscatto a fine stagione. Potrebbe trattarsi di un investimento ponderato da parte di Paratici