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Beto, segnali da Zanzibar: luci e ombre del centravanti viola

La sosta per le nazionali porta a considerare anche mete lontane come Zanzibar, dove Beto ha giocato con la Guinea-Bissau. L’attaccante della Fiorentina ha fornito un assist ma ha mostrato luci e ombre nella sua prestazione.
Beto, segnali da Zanzibar: luci e ombre del centravanti viola Beto, segnali da Zanzibar: luci e ombre del centravanti viola

La lunga sosta per gli impegni delle nazionali porta a considerare anche mete lontane come Zanzibar. In questo caso, il viaggio è solo ideale, ma è legato alla partita Tanzania-Guinea-Bissau, terminata 0-1 con rete di Franculino. L’assist per il gol è stato fornito da Beto, schierato titolare e figura centrale nella selezione guineana. Nel frattempo, Mateo Pellegrino prosegue il suo lavoro al Viola Park per affermarsi come centravanti della Fiorentina. Il giocatore portoghese, invece, sta cercando di recuperare la sua migliore condizione fisica giocando in Africa. L’impiego di Beto in questa partita è quindi un elemento da monitorare per capire il suo rientro dopo la sosta.

Analisi della prestazione

L’assist per Franculino è stato un’azione tipica da centravanti d’altri tempi, con il giocatore che protegge palla spalle alla porta per poi servire un compagno. Per il resto, la prestazione di Beto è stata caratterizzata da alti e bassi. Nonostante il livello della difesa avversaria non fosse paragonabile a quello di squadre di vertice, l’attaccante classe 1998 ha mostrato difficoltà nei duelli aerei, vincendone solo uno su dieci, e anche nei contrasti a terra (uno su sette). Si è mosso nell’area avversaria, toccando palla cinque volte, ma principalmente per fare da punto di riferimento per i compagni, senza mai tirare in porta. Si percepisce una perdita di brillantezza e velocità rispetto al passato, quando veniva paragonato allo Shinkansen guineano per le sue progressioni.

Il nuovo Beto

Sembra che il giocatore abbia perso parte delle sue caratteristiche atletiche, un aspetto cruciale per i calciatori con il suo fisico. Quando un atleta di tale stazza perde anche una piccola percentuale della sua fisicità, può apparire meno efficace e persino impacciato. L’allenatore Paolo Vanoli ha suggerito che il modo migliore per recuperare il ‘vecchio Beto’ sia farlo giocare con continuità, per ritrovare il ritmo partita e la capacità di aggredire gli spazi. Paradossalmente, in questo ruolo di attaccante più statico, Pellegrino sembra essersi adattato meglio. Lo stesso Beto aveva anticipato questa situazione nella sua recente conferenza stampa di presentazione, affermando: “Non sono più quello che conoscevate ai tempi dell’Udinese”. Resta da valutare se questa nuova versione del giocatore possa essere utile alla Fiorentina

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