La sfida tra Israele e Irlanda, disputata domenica a Debrecen, ha generato discussioni che vanno oltre il risultato sportivo. Un clima teso ha caratterizzato l’evento sin dalle fasi preliminari. Al centro dell’attenzione si è trovato Manor Solomon, capitano della nazionale israeliana e precedente giocatore della Fiorentina.
Il retroscena dello scontro verbale tra Solomon e l’Irlanda
I giocatori della Repubblica d’Irlanda e quelli di Israele hanno scelto di non attenersi alle consuete procedure pre-partita. Durante il momento del saluto tra le due squadre, Dara O’Shea, capitano irlandese, ha omesso la stretta di mano con Solomon, salutando invece gli ufficiali di gara. Non vi è stato quindi alcuno scambio di gagliardetti tra i due capitani. Successivamente, durante l’esecuzione dell’inno nazionale israeliano, i calciatori irlandesi hanno abbassato il capo prima di schierarsi in campo. Sul terreno di gioco, l’Irlanda ha prevalso per 3-0. Il marcatore finale, Moylan, ha celebrato la sua rete baciando una fascia nera di lutto, dedicando il gol alle vittime di Gaza.
Manor Solomon, esterno del West Ham e con un passato alla Fiorentina, ha espresso il suo disappunto in seguito all’incontro di Nations League. Dopo la sconfitta per 0-3 subita da Israele, accompagnata da polemiche e dalla mancata stretta di mano tra i capitani, ha rilasciato dichiarazioni significative, riportate dal Daily Mail:
Hanno detto sciocchezze durante la partita, non voglio parlare di loro. Se dico quello che penso di loro, sarò probabilmente squalificato per alcune partite, quindi non voglio dirlo. Ovviamente ci odiano e noi non piacciamo a loro. Non vedo già l’ora della prossima partita contro di loro, sarà completamente diversa. Quello che hanno fatto con l’inno? Non mi interessa, abbiamo un paese che è dieci volte migliore del loro, più forte, un paese fantastico con persone fantastiche.
Siamo orgogliosi di indossare la maglia della nazionale ed essere israeliani. Siamo orgogliosi del nostro paese e dei nostri soldati. Gli irlandesi possono fare tutti i loro trucchi. Siamo israeliani e amiamo il paese. E sarà sempre così. Faremo di tutto affinché appaia completamente diverso contro il Kosovo, abbiamo altre quattro partite e non è finita. Credo in noi stessi che possiamo farcela. So con chi sono qui, conosco i giocatori e la squadra, usciremo da questo e ci prenderemo la rivincita per questo.