Sandro Mencucci, ex dirigente della Fiorentina e del Lecce, ha condiviso le sue riflessioni durante un intervento a Radio Firenzeviola, nel programma ‘Viola amore mio’. A pochi mesi dalla conclusione della sua esperienza quinquennale con il club salentino, Mencucci, originario di Firenze, ha dichiarato: “Mi trovo in una situazione inedita da tempo. Ho concluso il mio incarico a Lecce ad agosto e, dopo un periodo di pausa, valuterò le prossime mosse. Seguo il principio di Corvino, che afferma che i cavalli di razza muoiono in pista. I cinque anni a Lecce sono stati intensi, mantenere la Serie A per così tanto tempo non è stato semplice, specialmente per Corvino. Ritengo che in Italia sia sempre più arduo per le società autosostenersi economicamente”.
Differenze di gestione
Interrogato sulla difficoltà di lavorare a Lecce rispetto alla Fiorentina, Mencucci ha sottolineato: “Sono situazioni incomparabili. A Lecce l’obiettivo primario è chiudere il bilancio in pareggio attraverso l’autofinanziamento, a differenza di una proprietà che investe continuamente denaro. È una dinamica completamente diversa”.
Assenza dal Centenario
Riguardo alla mancata partecipazione ai festeggiamenti del Centenario della Fiorentina, Mencucci ha affermato: “Ero in ferie e non ho ricevuto alcun invito. Non conosco le ragioni di questa scelta della società di ‘escludere’ i dirigenti. Forse, data la numerosa presenza di ex calciatori, si è preferito dare spazio a loro. Tuttavia, penso a figure come Corvino o a me stesso, che abbiamo dedicato molti anni alla Fiorentina. Ognuno ha il proprio modo di agire, andiamo avanti”.
Il Viola Park
Mencucci ha poi espresso la sua opinione sul Viola Park: “Non ho ancora avuto modo di visitarlo. Lo considero un valore aggiunto per il club, ma potenzialmente anche un limite. Ho letto che i costi di gestione annuali sono molto elevati, e tali spese dovrebbero tradursi in acquisti di giocatori o in altri successi tangibili. Altrimenti, rischia di diventare un ostacolo”.
Settore Giovanile e Ritiro
Riferendosi all’approccio di Paratici al settore giovanile, Mencucci ha commentato: “Ha compreso appieno che l’obiettivo non sono i trofei, ma la capacità di far emergere giocatori dalla primavera in prima squadra nel giro di pochi anni. Ai miei tempi, pur senza un centro sportivo unico, riuscivamo in questo intento. Era bello vedere la Fiorentina radicata nella città. Oggi, chiudersi in un ‘castello’ può isolare dal proprio pubblico. Dal punto di vista sportivo ci sono vantaggi, ma i risultati sono stati altalenanti. Credo che un allenatore esperto come Andreazzoli possa fare la differenza, ma non basta”.
Sulla formula del ritiro estivo, Mencucci ha aggiunto: “Quest’anno con il Lecce siamo stati in Austria, un ritiro eccellente ma costoso. Organizzare un ritiro in Salento a luglio è complesso. Già in passato mi ero interrogato sull’opportunità di ritiri così lontani, soprattutto per motivi economici. Molti giocatori arrivano ad agosto, e a luglio si svolge un ritiro con atleti che, in gran parte, potrebbero poi partire. Le squadre cambiano notevolmente dopo i ritiri di luglio, rischiando di renderli inefficaci. Più che il ritiro, ritengo fondamentale disputare amichevoli di alto livello”.
La Fiorentina attuale
Analizzando la stagione della Fiorentina, Mencucci ha dichiarato: “L’arrivo di un direttore sportivo di spessore come Paratici porta quasi inevitabilmente a un cambiamento della squadra. Ogni dirigente ha le proprie idee, così come Corvino quando arriva in un nuovo club. Reputo che Paratici abbia svolto un buon lavoro, e apprezzo le squadre giovani, come lo è la Fiorentina attuale. Paragonarla alla mia Fiorentina? Sinceramente, al momento non sarei in grado di farlo”.
Giocatori emergenti
Alla domanda su chi lo colpisca maggiormente, Mencucci ha risposto: “La risposta è semplice: il giovane argentino, Mastantuono, cattura l’attenzione. Non so se lui o Nico Paz raccoglieranno l’eredità di Messi, c’è ancora molta strada da fare, ma Mastantuono mi piace moltissimo”.
Riguardo a Oulai, ha commentato: “La mia forza come dirigente è stata quella di non addentrarmi in ambiti di mia competenza per evitare confusioni. Oulai è molto bravo, ma non saprei dire se sia superiore a Fagioli