Cher Ndour ha condiviso le sue riflessioni sulla nuova Fiorentina, sul suo impiego nel team e sulle difficoltà iniziali nel campionato dei viola. Il centrocampista ha espresso questi pensieri in un’intervista estesa a Tuttosport, analizzando anche la pressione successiva alle due sconfitte contro Roma e Frosinone e le critiche rivolte a Fabio Grosso. Ha iniziato sottolineando l’importanza di essere un punto fermo della squadra: “È un motivo di orgoglio ma comporta anche una responsabilità. Il direttore Paratici e il mister mi hanno trasmesso la loro fiducia, e il mio compito è ricambiarla. Sono alla mia seconda stagione a Firenze; nonostante abbia solo 22 anni, spetta a noi ‘veterani’ (sorride) facilitare l’inserimento dei nuovi arrivati. Dobbiamo trasformarci da gruppo a squadra”.
Sfida cruciale contro il Torino
Due sconfitte nelle prime due partite di campionato. Domani arriva il Torino, anch’esso a 0 punti. È già una partita ‘decisiva’?
“È un incontro importante e delicato, poiché anche loro cercano la prima vittoria. Dobbiamo concentrarci sulle nostre prestazioni; possediamo tutte le qualità necessarie per conquistare i tre punti”.
Pressione e fischi dopo il Centenario
Dopo i fischi di sabato, la pressione sulla Fiorentina è aumentata?
“Premesso che i fischi erano comprensibili, la pressione è una costante in ogni partita. Siamo un gruppo giovane che sta costruendo un progetto, e questo non avviene in pochi giorni. Contro il Torino dovremo dimostrare quel carattere che ci è mancato contro il Frosinone. Abbiamo rovinato la celebrazione del centenario, e questo non dovrà ripetersi”.
Il rapporto con Grosso e i nuovi compagni
Mister Grosso è già oggetto di critiche, soprattutto sui social media.
“Non presto molta attenzione ai social media; è un ambiente dove chiunque può esprimere la propria opinione, anche chi non ha mai calcato un campo da gioco. Il mister infonde passione, propone idee ed è una persona squisita che dedica molta attenzione ai singoli giocatori”.
Spazio anche al legame con Oulai e Mastantuono: “Il primo possiede caratteristiche che prima mancavano, e con Atta ora il nostro centrocampo è completo. Di Franco mi ha colpito la sua umiltà”.