Fatih Terim, ex tecnico della Fiorentina, ha condiviso un ricordo del suo periodo a Firenze in una lettera al portale turco Gazetoksijen.come. L’allenatore, soprannominato l’Imperatore, ha rievocato il suo arrivo in viola dopo la vittoria della Coppa UEFA con il Galatasaray, sottolineando come quel successo avesse già conferito un certo prestigio alla squadra turca.
Terim ha descritto il suo metodo di approccio ai giocatori, che prevedeva la condivisione di informazioni sulla sua vita e carriera prima di illustrare gli schemi tattici. Ha ricordato la reazione iniziale di sorpresa dello spogliatoio, seguita però da un’adesione convinta. In particolare, il capitano Manuel Rui Costa, insieme a Angelo Di Livio e Moreno Torricelli, rappresentanti di una certa mentalità calcistica, gli fecero sapere che, sebbene fosse uno stile nuovo, si sarebbero adattati rapidamente. Terim ritiene che quel momento abbia segnato l’inizio di un legame profondo e duraturo con la città e i tifosi, un vincolo che resiste da oltre venticinque anni.
Secondo l’ex allenatore, quella Fiorentina si distingueva per un approccio al gioco che andava oltre le convenzioni italiane dell’epoca, privilegiando l’attacco e la ricerca del bel gioco. Terim ha definito le partite disputate da quella squadra tra le più spettacolari della Serie A, evidenziando come, al di là dei risultati, la squadra incarnasse qualità fondamentali per il calcio italiano di quegli anni: disciplina tattica, solidità difensiva, intelligenza tattica, spirito di competizione, mentalità vincente e la presenza di grandi calciatori.