Evelina Christillin, figura di spicco con un passato dirigenziale alla Juventus e un’ampia militanza in ambito UEFA, ha condiviso le sue riflessioni sulla situazione attuale dei bianconeri. Le sue dichiarazioni sono state raccolte da TMW, in occasione del Festival dello Sport tenutosi a Trento. L’intervista ha toccato svariati temi, dalla performance della Nazionale italiana alle sfide affrontate dalla squadra guidata da Luciano Spalletti, fino al mercato dei giovani e alle prospettive future del club.
Analisi della Nazionale e dei giovani
Concentrandosi sull’Italia, la Christillin ha esaminato le recenti uscite della Nazionale, evidenziando un andamento altalenante tra prestazioni deludenti e reazioni positive.
Le sensazioni sono state una shakerata: prima il Belgio, partita che non ha entusiasmato nessuno e anzi è stata una grande delusione. Poi per fortuna si è andati in Turchia e questo 4-1 ha risollevato gli spiriti, però mancavano due giocatori importanti e chi c’era sembrava farlo apposta. Forse ce l’avevano con Montella (ride, ndr). La Francia è più forte di tutti, anche noi, però i giovani visti in Turchia hanno ben impressionato.
Tra i talenti emergenti, la Christillin ha menzionato Kayode, offrendo spunti di riflessione sulle scelte della Juventus riguardo ai giovani.
Siamo veramente incredibili e parlo soprattutto della Juventus. Quanti di questi ragazzi promettenti li abbiamo visti e lasciati andare. Penso a Soulé. Kayode è andato in Premier League e sta facendo bene lì, gli inglesi si sono appassionati a lui: se avessimo trovato uno bravo, sarebbe un bene. Poi esserselo fatto scappare come club è un’altra storia.
Situazione Juventus e critiche a Paratici
La Christillin ha poi chiarito il significato dell’aumento di capitale della Juventus, scoraggiando l’idea che possa tradursi in maggiori risorse per il calciomercato. Sul piano sportivo, l’ex dirigente ammette di attendersi un rendimento superiore dalla squadra.
Mi aspettavo meglio, sì, perdere a Sassuolo non me lo aspettavo. Ci sono stati tanti infortuni, certo, e questo va valutato.
Il passaggio più incisivo riguarda tuttavia la sfera dirigenziale. Dopo aver menzionato figure come Beppe Marotta e Giovanni Carnevali, la Christillin ha espresso un giudizio netto su Fabio Paratici, esprimendo una posizione personale molto chiara.
Facile dire Marotta. Anni fa è stato gentilmente accompagnato alla porta, e si è visto cosa ha saputo fare all’Inter. Il suo allievo prediletto è sempre stato Carnevali, un mio carissimo amico, e ho grande fiducia in lui. Paratici? No, grazie. Se posso dirlo, anche per quanto successo con Marotta che lo aveva allevato… In certe cose conta il lato umano e lui non si è comportato benissimo con Beppe. Erano partiti con l’idea dei giovani leoni che devono fare tutti gli altri, partendo da Ronaldo. Eppure l’ultimo bilancio non dico attivo ma pari, è del 2018, con Marotta.