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Messi e Mastantuono: il passaggio di consegne tra generazioni

Lionel Messi e Franco Mastantuono, due generazioni di calcio argentino, si incrociano nell’amichevole Argentina-Benin. Un passaggio di consegne simbolico che segna un momento storico.
Messi e Mastantuono: il passaggio di consegne tra generazioni Messi e Mastantuono: il passaggio di consegne tra generazioni

Nel settembre 2007, mentre Lionel Messi riceveva la sua prima ovazione al Camp Nou, la sociologa Sofia Bruno era appena tornata in Argentina con il piccolo Franco Mastantuono, nato da meno di un mese. Oggi, quasi 19 anni dopo quella standing ovation, le strade dei due calciatori si incrociano. La metafora latina della traditio lampadis, la consegna della fiaccola, ben rappresenta questo momento in cui maestro e allievo si incontrano per poi proseguire su sentieri separati. L’amichevole tra Argentina e Benin, in programma stanotte alle ore 1 italiane (diretta SkySport), si preannuncia come una delle partite più ricche di significato simbolico degli ultimi vent’anni nel mondo del calcio.

I percorsi paralleli

Il passaggio di consegne non avviene tra Messi e Mastantuono in modo diretto, ma coinvolge un intero popolo. L’Argentina si prepara a salutare il suo ‘Dieci’ con un’ondata di omaggi sui social e per le strade, celebrando il più grande di sempre. La traiettoria di Messi con la Albiceleste è iniziata il 7 agosto 2005, in un’amichevole contro l’Ungheria organizzata per assicurare il giocatore alla nazionale argentina. Esattamente settemila giorni dopo il suo debutto, nasceva Franco Mastantuono. L’infanzia e la crescita del giovane talento del 2007 sono state scandite dalle gesta di Leo. Mastantuono è cresciuto guardando Messi, vivendo le sue vittorie, come la prima Champions League nel 2009 e i successivi Palloni d’Oro, ma anche le sconfitte, come la finale del Mondiale 2014 contro la Germania e quella della Copa America 2016. Il suo percorso al River Plate è iniziato mentre Messi era al centro delle sue attenzioni, un rapporto che oggi si esprime anche attraverso i social, con i giovani che cercano un contatto diretto con i propri idoli.

Il legame profondo

Durante il Mondiale 2022, quando Mastantuono aveva solo 15 anni e non aveva ancora debuttato in prima squadra al River, scriveva messaggi a Messi dopo ogni partita per ringraziarlo. Il culmine emotivo è stato raggiunto il 18 dicembre 2022, con la vittoria della ‘tercera‘, data che Mastantuono ha scelto di tatuarsi. Per comprendere l’impatto di Messi su generazioni di argentini, basta osservare il rapporto tra il giovane professionista e la stella del calcio mondiale. Nonostante le oltre cento partite giocate tra River Plate e Real Madrid, e il rispetto ricevuto anche da figure come Florentino Perez, Mastantuono non ha mai rinnegato il suo idolo, dichiarando che Messi è stata la sua fonte d’ispirazione. Indossare la maglia numero trenta, quella con cui Messi iniziò al Barcellona, è un ulteriore segno di questo legame. Alla fine, ogni traguardo personale svanisce di fronte all’idolo d’infanzia: il predestinato sedicenne torna ad essere il bambino che scriveva al suo supereroe dopo ogni partita.

(L’espressione di Franco Mastantuono, pur non visibile, evoca l’intensità con cui si guarda un idolo, simile a quelle foto che ritraggono qualcuno ammirato profondamente).

Stanotte, Messi e Mastantuono cammineranno fianco a fianco per quello che sarà l’ultimo ballo del campione argentino. Da questo momento, nulla sarà più lo stesso per Leo, per Franco, per l’Argentina e per il mondo del calcio.

Spiegare cosa Messi rappresenti per Mastantuono è complesso, ma alcuni video rendono l’idea dell’importanza di questo legame.

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