Gică Hagi, commissario tecnico della Romania, ha riconosciuto le proprie responsabilità in seguito alla netta sconfitta subita contro la Bosnia Erzegovina in Nations League. La partita è stata preceduta da discussioni riguardanti la mancata convocazione di elementi di rilievo come Radu Drăgușin, difensore in forza alla Fiorentina.
Il riconoscimento dell’errore
“Ho commesso un errore e me ne assumo la piena responsabilità. Sono il principale artefice di questa situazione. Ho pianificato tutto personalmente e ho preso tutte le decisioni. Avevo fiducia nel progetto, poiché durante l’estate avevo valutato molti giocatori e i risultati erano stati molto positivi. Ritenevo che avrebbe funzionato anche questa volta, ma è evidente che non è così. Devo accettare la responsabilità e fare un passo indietro. Domani avremo un confronto per decidere la strada da intraprendere, ma una cosa è certa: dobbiamo invertire la rotta”.
Necessaria una svolta
“È indispensabile intervenire, non possiamo più limitarci a discutere. Abbiamo un lavoro considerevole da svolgere e, alla luce di quanto osservato stasera, la necessità è ancora più impellente. Ho seguito le mie convinzioni e ho impostato determinate strategie: sono io il responsabile e lo ammetto. Rifletterò durante la notte, poi domani ci riuniremo e affronteremo la situazione con la massima serietà”.
Il futuro della panchina
“Dobbiamo analizzare con attenzione la nostra traiettoria e le nostre azioni. La mia presenza non è l’elemento cruciale: ciò che conta è chi opera per la Romania. È necessario intraprendere azioni concrete. Desideravo essere parte della nazionale, ma dobbiamo elevare le nostre ambizioni. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva. Non ha senso soffermarsi sul passato: dobbiamo creare una formazione in grado di portare gioia alla Romania e di raggiungere traguardi importanti. Indipendentemente dalla mia permanenza, la Romania deve progredire, soddisfare il Paese e conquistare la qualificazione”.