Niccolò Trapani, ex capitano della Fiorentina Primavera campione d’Italia, sta vivendo la sua prima avventura tra i professionisti con l’Alcione Milano. Pur lontano da Firenze, il giovane terzino non dimentica il suo passato viola e guarda con fiducia al futuro.
Parlando ai microfoni di Radio FirenzeViola, Trapani ha descritto la sua esperienza all’Alcione come un ambiente ideale per la crescita dei giovani talenti. Ha trovato una realtà che investe sui ragazzi e li supporta nel loro percorso di sviluppo. La presenza di due ex compagni di squadra ha facilitato il suo inserimento in un gruppo che, seppur necessiti di ulteriori miglioramenti, è sulla strada giusta per un anno importante.
Il passaggio dalla Primavera alla Serie C ha comportato un addio alla famiglia e agli amici di sempre. Trapani, originario di Firenze e cresciuto nel settore giovanile viola per oltre un decennio, ha ammesso la difficoltà di lasciare casa, ma si è detto pronto per questa nuova sfida. Il supporto dei compagni e l’accoglienza del gruppo sono stati fondamentali per il suo adattamento.
La Serie C si è rivelata più impegnativa del previsto, con un notevole aumento di fisicità e intensità rispetto alla Primavera. Trapani ha confermato questa impressione, maturata già durante il ritiro e ribadita nelle prime partite. Ogni incontro presenta sfide uniche, e la conquista dei punti richiede la massima attenzione e la capacità di capitalizzare le poche occasioni disponibili.
Abbandonare il ruolo di capitano e titolare fisso a Firenze per doversi guadagnare il posto ogni settimana è una componente del calcio che Trapani accetta con professionalità. Si impegna ad allenarsi al meglio, dimostrare le sue qualità in campo e rispondere alle richieste del mister e della squadra per ritagliarsi sempre più spazio.
Gli anni a Firenze gli hanno lasciato un bagaglio prezioso, sia sul campo che fuori. Trapani si considera una persona estroversa e mira a replicare l’atteggiamento inclusivo del gruppo Primavera, accogliendo i nuovi arrivati. Sul piano tecnico, ha imparato molto dai numerosi allenatori avuti durante la sua formazione.
Dopo aver giocato in vari ruoli, Trapani ora si sta affermando come terzino sinistro, posizione che ricopre dalla metà della scorsa stagione. Questo ruolo lo coinvolge maggiormente nella fase offensiva, stimolandolo a migliorare nei cross e nel gioco uno contro uno negli ultimi metri. Pur prediligendo la fascia sinistra, si sente a suo agio anche a destra.
Il ritorno all’Alcione di Edoardo Sadotti, suo ex compagno alla Fiorentina, è un altro aspetto positivo, nonostante ora giochino su fasce opposte. Trapani ricorda con affetto la loro intesa in viola e si augura che Sadotti continui a fare bene, pur mantenendo la consapevolezza delle sue caratteristiche.
Il passaggio da capitano della Primavera a compagno di giocatori con maggiore esperienza ha modificato la sua posizione nello spogliatoio. Trapani ritiene fondamentale interagire con i veterani, osservando il loro approccio all’allenamento e alla vita fuori dal campo, traendone insegnamenti per la sua crescita personale.
L’ambiente dell’Alcione è stato descritto come sano e accogliente, permettendogli di sentirsi parte integrante del gruppo fin da subito. Lo staff tecnico dialoga costantemente con i giocatori per identificare le aree di miglioramento, offrendo tutte le risorse necessarie per un lavoro efficace.
Ripensando alla notte dello scudetto, il 28 maggio, Trapani conserva il ricordo vivido del triplice fischio finale. L’emozione di vedere compagni, magazzinieri, fisioterapisti e medici esultare insieme è un’immagine indelebile.
La Primavera viola, dopo la sua partenza, ha visto un ricambio generazionale. Trapani ha salutato i suoi ex compagni, notando elementi interessanti nonostante la sfortuna in Supercoppa, dove ritiene la squadra abbia meritato di vincere, specialmente nel secondo tempo.
Seguendo la prima squadra da lontano, Trapani riconosce le difficoltà iniziali dovute ai numerosi cambi di giocatori e allenatore. Esprime dispiacere per l’entusiasmo della città di Firenze non pienamente rispecchiato dai risultati, ma confida nel lavoro di Paolo Vanoli, che conosce l’ambiente e alcuni giocatori, per trovare la giusta strada nel prosieguo del campionato.
Avendo avuto modo di allenarsi con la prima squadra, Trapani descrive Paolo Vanoli come un allenatore dedito al massimo sacrificio, capace di ottenere risultati significativi anche in situazioni difficili, come dimostrato nel salvataggio della squadra nella scorsa stagione. Spera che possa essere la figura giusta per la Fiorentina.
L’anno all’Alcione è concepito come un periodo di formazione. Trapani mira a migliorare la sua intensità, la gestione del contatto fisico e la consapevolezza del valore di ogni punto, comprendendo l’importanza di ogni pallone e momento in una società professionistica.