Nel centro di Lissone, il designatore Daniele Orsato ha presentato ai vertici della Lega e della FIGC i fondamenti della sua direzione, sottolineando un netto cambiamento di strategia. Il nuovo approccio mira a minimizzare gli interventi del VAR, a contenere il numero dei calci di rigore concessi e ad incrementare il tempo effettivo di gioco, con un aumento di quasi sei minuti rispetto al passato. Orsato, senza esitazioni, ha difeso la scelta di conferire la massima autonomia decisionale agli arbitri sul terreno di gioco: “Desidero che i miei direttori di gara tornino a decidere in campo, senza servirsi del cartellino come paravento. Basta con interventi chirurgici del VAR come in passato: quello non rappresenta più il calcio”.
Episodi arbitrali sulla Fiorentina
L’attenzione è stata posta sulla crescita dei giovani arbitri, con un imperativo chiaro riguardo la preparazione atletica (“chi non corre sta a casa”) e sull’omogeneità nei giudizi. Durante l’incontro sono stati esaminati anche alcuni errori provenienti dalla sala VAR, come il rigore negato per il contatto tra Dragusin e Monterisi nella partita Frosinone-Fiorentina, e la mancata concessione di un fallo per una trattenuta ai danni di Pellegrino in Coppa Italia. È stata inoltre analizzata la gestione dei cartellini rossi: nella medesima gara, Alex Jimenez avrebbe dovuto essere espulso per condotta antisportiva. La linea guida per il resto della stagione è ben definita: un minor ricorso alla tecnologia e un arbitraggio più incisivo.