L’ex difensore della Fiorentina, Cesare Natali, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per commentare diversi aspetti dell’attualità del club viola. Tra i temi trattati, il giudizio sul ritorno di Vanoli e la situazione di Dragusin.
Dragusin e la Nazionale: un’opportunità mancata?
La sosta per le nazionali, che si rivela particolarmente lunga, può comportare delle ripercussioni sui calciatori impegnati con le rispettive selezioni. Natali ha espresso un pensiero su Dragusin, giocatore arrivato alla Fiorentina con l’intento di rappresentare un valore aggiunto. Dopo una stagione fisicamente complessa e un inizio d’anno in viola difficile, il difensore ha dimostrato un buon livello prima di trasferirsi all’estero. L’ex giocatore ritiene che la convocazione in nazionale, senza però scendere in campo, non sia stata una situazione positiva per il calciatore. Secondo Natali, per Dragusin sarebbe stato più opportuno rimanere a Firenze, seguendo l’esempio di altri giocatori come Malen e Doku, che hanno scelto di non rispondere alla convocazione.
Vanoli, un lavoro eccezionale che meritava continuità
Riguardo a Vanoli, Natali ha sottolineato come il tecnico abbia assunto la guida della Fiorentina in un momento di grande difficoltà, sia a livello mentale che ambientale. Nonostante la scelta di cambiare guida tecnica sia stata fatta in buona fede, Vanoli ha svolto un lavoro notevole, sebbene non abbia ricevuto il pieno riconoscimento. Ha ripreso in mano una Fiorentina profondamente mutata e ha ottenuto risultati immediati, dimostrando le sue qualità di allenatore. Natali è convinto che Vanoli avrebbe meritato la conferma sulla panchina viola. Ora, con una squadra che possiede valori importanti e un mercato definito tra i migliori degli ultimi anni, ci si aspetta una buona stagione, grazie anche agli acquisti effettuati.
Sulla giovane promessa Kayode, Natali ha espresso la sua filosofia: dare sempre spazio ai giovani, permettendo loro di commettere errori e di crescere. Ha evidenziato come giocatori con caratteristiche fisiche e mentali superiori alla media, se supportati dal lavoro, possano diventare calciatori di primo piano. Ha inoltre ricordato come Kayode stia già facendo la differenza in un campionato competitivo come la Premier League, sottolineando l’importanza di valorizzare e dare fiducia a questi talenti.