La crescita del calcio femminile a livello globale è un dato di fatto inarrestabile, sebbene in alcune aree del pianeta lo sviluppo proceda a rilento, come accade in Italia. Al contrario, in Brasile si sta assistendo a una decisa spinta verso l’emancipazione di questa disciplina, con l’obiettivo di renderla un pilastro per la crescita nazionale. Il ventotto settembre scorso, il Presidente del Brasile, Ignacio Da Silva Lula, ha promulgato la legge numero 15.522, che eleva il calcio femminile a componente fondamentale per lo sviluppo del Paese sudamericano. Questa importante decisione arriva a pochi mesi dal Mondiale che si terrà proprio in Brasile.
Una svolta normativa
La nuova normativa, in attesa di ratifica da parte del Congresso Nazionale, interviene su diversi fronti. Prevede innanzitutto l’istituzione di un fondo dedicato, alimentato da contributi pubblici e privati, destinato a potenziare lo sviluppo della disciplina. Tale fondo garantirà un flusso di risorse economiche gestite sotto il controllo governativo. Inoltre, la legge impone a ogni club l’obbligo di disporre di una squadra femminile, con la facoltà di iscriverla ai campionati nelle diverse categorie. I centri sportivi dedicati alle atlete dovranno godere delle medesime priorità, incentivi e benefici riservati alle strutture maschili. Vengono inoltre introdotti protocolli severi per contrastare ogni forma di discriminazione e violenza di genere, sia negli stadi che nei settori giovanili.
Obiettivo Mondiale e modello per l’Italia
La nazionale brasiliana femminile sta guadagnando terreno nel panorama internazionale, pur non avendo ancora raggiunto i livelli di potenze come alcune formazioni europee o gli Stati Uniti. L’ambizione del Brasile è quella di competere stabilmente con le migliori al mondo nel giro di pochi anni. L’iniziativa brasiliana potrebbe fungere da modello per altre nazioni, inclusa l’Italia, che ancora manifestano carenze nello sviluppo del calcio femminile e faticano a tenere il passo con le nazioni europee più avanzate. Tuttavia, è improbabile ipotizzare un’analoga iniziativa governativa in Italia senza prima una risoluzione delle attuali criticità all’interno della FIGC. Nel frattempo, la Nazionale Femminile italiana punta a qualificarsi per il suo terzo Mondiale consecutivo la prossima estate.