ha raccolto le dichiarazioni del procuratore e sostenitore della Fiorentina, Furio Valcareggi, riguardo l’avvio di stagione della squadra.
Nel corso della pausa per le Nazionali, l’attenzione si è focalizzata su Nicolò Fagioli, tra i giocatori viola più in evidenza.
Le critiche iniziali e la crescita di Fagioli
“Ho avuto delle difficoltà con Fagioli all’inizio. L’ho criticato duramente nei periodi in cui rendeva meno. Tanto che suo padre e il suo agente mi contattarono minacciando azioni legali se avessi continuato. Successivamente, però, ha compiuto una crescita notevole e ho rivisto la mia opinione, tanto da conferirgli il Premio Rocco a Coverciano. Già nelle giovanili della Juventus mi aveva impressionato, ricordando Platini. È un calciatore di rilievo e finalmente sta esprimendo il suo potenziale. Contro la Francia ha dominato, consolidando il suo posto in Nazionale. Possiede una qualità rara: una sorta di GPS mentale, simile a Pizarro e De Sisti. Sa sempre dove posizionarsi e come gestire la sfera. Quest’estate, se fosse giunta un’offerta da trenta milioni di euro, la Fiorentina probabilmente lo avrebbe ceduto. Fortunatamente, nessuna proposta economica è arrivata ai viola…”
Bilancio stagionale e mercato
“Nessuno mi ha deluso. Ritengo che i giudizi debbano essere formulati al termine del percorso, ovvero a fine campionato, non prima. Tuttavia, alla chiusura del mercato, ho valutato la Fiorentina con un dieci. Molti mi hanno criticato, ma è stato un mercato significativo. Abbiamo un presidente eccellente, che ha dimostrato grande ambizione e disponibilità economica. Sono stati ingaggiati giocatori di valore, evitando operazioni di secondo piano. La Fiorentina è una squadra solida, costruita con elementi di qualità, molto competitiva e in grado di puntare al quinto posto”.
L’impatto di Vanoli rispetto a Grosso
“Grosso possedeva le qualità per allenare la Fiorentina, sia per le sue capacità tecniche sia per il rapporto con i giocatori. Tuttavia, una volta arrivato a Firenze, ha forse sopravvalutato la sua posizione. La personalità di un tecnico incide per l’ottanta percento sul suo successo. Quando parlano allenatori come Capello, Allegri, Conte, Ancelotti o Spalletti, i giocatori ascoltano per il loro carisma. Quando questa capacità di leadership viene a mancare, la squadra se ne accorge. A mio parere, i giocatori hanno percepito immediatamente che qualcosa non andava. Anche lui, però, si è reso conto di trovarsi in una situazione complessa, forse superiore alle sue possibilità. A quanto pare, è stato lo stesso allenatore a gettare la spugna. Non è riuscito a sentirsi all’altezza. Vanoli, al contrario, è un tecnico che stimo molto. Ha contribuito alla salvezza della Fiorentina e, a mio avviso, meritava di continuare per garantire continuità. Dopo un’interruzione di tre partite è tornato, ma il merito di allenare la Fiorentina se l’è guadagnato sul campo, salvando la squadra dalla Serie B