Al termine dell’incontro tra Genoa e Fiorentina, valevole per la sesta giornata del campionato di Serie A, l’allenatore viola Paolo Vanoli ha rilasciato dichiarazioni ai microfoni di DAZN.
Le parole di Vanoli dopo Genoa-Fiorentina
La trasferta sul campo del Genoa, squadra allenata da De Rossi, si è rivelata ancora una volta impegnativa. I due tecnici si sono ritrovati al Ferraris, in una situazione che ha ricordato quella di un anno prima. L’allenatore della Fiorentina ha analizzato la prestazione della sua squadra:
Analisi della partita
Mi aspettavo un approccio differente da parte dei miei giocatori, abbiamo margini di miglioramento notevoli. Abbiamo ceduto un tempo intero, dobbiamo trarre insegnamento dal secondo tempo. Siamo una squadra giovane e in fase di costruzione. Nel primo tempo la nostra fase di pressione è stata inefficace, serve maggiore audacia per attuarla. Ci siamo trovati in una situazione di incertezza, quella che definisco “terra di nessuno”, che si rivela dannosa. Nei primi 20-25 minuti eravamo troppo distanti tra i reparti, mancava coesione. Ci è voluto troppo tempo per comprendere gli schemi avversari. Abbiamo avuto bisogno di una pausa per riorganizzarci, mentre nella ripresa la situazione è migliorata. Abbiamo creato diverse occasioni, ma abbiamo concretizzato troppo poco. Questa è una lezione importante, soprattutto per i nuovi arrivati, sul calcio italiano.
Utilizzo di Mastantuono
Ho a disposizione una rosa ampia, con cinque cambi possibili. Ho già sottolineato l’importanza di Franco Mastantuono; i giocatori devono essere pronti a gestire anche queste dinamiche, e secondo me ha risposto bene.
Motivazioni sull’esclusione di Goncalves
Non c’è stato alcun motivo specifico. La rosa è ampia e le partite richiedono valutazioni tattiche, con cinque cambi a disposizione. Pedro può offrire di più, e ho inserito Njie perché ritenevo potesse sfruttare meglio gli spazi aperti. Tuttavia, oggi il problema non è stato legato ai cambi o ai singoli giocatori, ma all’approccio iniziale, che necessita di essere radicalmente diverso.