Esistono lutti che trascendono il momento della tragedia, perpetuati da decisioni discutibili. Questo è il caso di Ferrara, teatro il 25 settembre 2005 della morte di Federico Aldrovandi, un giovane studente e tifoso della SPAL, deceduto a seguito di un controllo di polizia.
Divieto a Ferrara
A 21 anni dalla sua scomparsa, alcuni ultras della Curva Ovest spallina avevano pianificato una coreografia in omaggio al loro concittadino. L’iniziativa prevedeva la lettura di alcune frasi che, l’anno precedente, dei bambini di una scuola elementare locale avevano dedicato ad Aldrovandi. Tuttavia, la questura ferrarese ha negato l’autorizzazione, portando i tifosi biancocelesti a cancellare il ricordo previsto allo stadio in segno di protesta.
L’iniziativa della Curva Fiesole
Nonostante il divieto, nella recente giornata di campionato, le stesse frasi sono comparse in numerosi stadi italiani, incluso lo stadio Franchi di Firenze. La Curva Fiesole, durante l’incontro con il Como, ha esposto uno striscione con la scritta: “Ti aiuterei a urlare con tutta la mia voce: ‘Fermi, lasciatelo stare’. La memoria non si cancella, Aldro Vive”. La prima parte di questo messaggio era una frase originale scritta da un alunno di una scuola elementare di Ferrara. Un’iniziativa simile è stata replicata dalle curve di Ancona, Cesena, Venezia, Novara, Prato, Ravenna, Empoli e Sampdoria, dimostrando un gesto collettivo di grande impatto emotivo.