Benedetto Ferrara analizza la situazione della Fiorentina partendo dalla classifica, definendola poco incoraggiante. Tuttavia, individua due elementi di potenziale: la rosa, nonostante le imperfezioni, possiede le qualità per disputare un buon campionato. L’altro appiglio è di natura psicologica, basato sulla convinzione che ripetere la stagione precedente sarebbe un vero e proprio incubo.
Incongruenze tattiche e di classifica
Ferrara sottolinea le numerose incongruenze presenti nella squadra. Auspica che, nonostante il ruolo di sfavorita contro l’Inter a Milano, la squadra possa scendere in campo con maggiore serenità mentale. L’obiettivo primario, secondo l’analista, è accumulare punti prima della sosta per evitare di trovarsi in una situazione di paranoia, simile a quella vissuta da Pioli. Si paventa il rischio di una squadra giovane e priva di una guida carismatica.
Analisi dei singoli e investimenti
L’analisi si sposta sui singoli giocatori. Ferrara evidenzia come il Como abbia concesso spazi, permettendo alla Fiorentina di creare occasioni importanti, come quella clamorosa capitata a Njie. A differenza della partita contro il Genoa, dove la squadra è sembrata poco concentrata, contro il Como si sono viste prestazioni e opportunità. Viene menzionato Pedro Gonçales, considerato potenzialmente il migliore, ma apparso in difficoltà fisica. La riflessione si concentra poi sugli investimenti: con 60 milioni di euro fuori rosa, Oulai in panchina e Atta indisponibile per infortunio, sorge spontanea la domanda se sia giustificabile avere un giocatore da 30 milioni in panchina. Questo solleva dubbi sull’effettiva destinazione d’uso della Fiorentina, suggerendo che la squadra non sia costruita per un allenatore come Vanoli, ma che si chieda a quest’ultimo di fare un ulteriore salto di qualità.