Ignacio Lula da Silva è stato riconfermato Presidente del Brasile. La vittoria è giunta al ballottaggio, dove ha superato lo sfidante Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex Presidente Jair. Questa riconferma è accolta con favore non solo da una parte del mondo del calcio maschile, ma in particolare dall’intero movimento calcistico femminile. Poco prima delle elezioni, infatti, il Presidente Lula aveva promosso una legge che designava il calcio femminile come asset strategico nazionale, garantendone il sostegno attraverso iniziative governative.
Numerosi messaggi di supporto sono pervenuti da esponenti del calcio femminile brasiliano, tra cui spiccano le stelle della Nazionale Ary Borges, attualmente all’Angel City negli Stati Uniti, e Carlinha, in forza al San Paolo. Molte giocatrici hanno espresso la loro vicinanza al Presidente uscente, contribuendo con il loro voto alla sua rielezione. In caso di vittoria di Bolsonaro Jr, il Mondiale non sarebbe stato a rischio per questioni temporali, ma la legge fortemente voluta da Lula sarebbe stata seriamente minacciata. L’esponente di destra aveva infatti manifestato l’intenzione di abrogare tale norma, destinando i fondi stanziati ad altri settori ritenuti da lui prioritari.
A guidare il gruppo di calciatrici a sostegno del Partito dei Lavoratori è stata la leggendaria Dilma Mendes, pioniera del calcio femminile nel Paese. Si sono poi unite alla causa diverse atlete della Nazionale femminile, tra cui Lauren Leal, Tarciane, Yasmim, Duda Sampaio e Kamilla Moraes. A queste si aggiungono le veterane Cristiane e Formiga, oltre alle già citate Borges e Carlinha. La storia del calcio femminile è intrinsecamente legata ai movimenti per i diritti delle donne e per le libertà civili, specialmente durante la dittatura, periodo in cui un giovane Lula guidava il sindacato degli operai metalmeccanici. Questo risultato rappresenta dunque un successo politico che porterà benefici al movimento calcistico femminile brasiliano e non solo, in attesa del Mondiale della prossima estate.