Aurelio Andreazzoli, tecnico della Fiorentina Primavera, ha espresso la sua soddisfazione dopo la vittoria per 5-0 contro il Septemvri Sofia nell’andata del secondo turno della Youth League. Le sue dichiarazioni ai media presenti al Viola Park hanno evidenziato la sorpresa positiva per l’andamento della gara.
“Siamo contenti perché, come avevamo detto in fase di presentazione, era una partita che presentava molte incognite,” ha affermato Andreazzoli. “Intanto, non avevamo tanti elementi a disposizione. Il nostro match analyst ha dovuto lavorare parecchio insieme al direttore per recuperare qualche filmato degli avversari, anche da YouTube. Non avevamo quindi le idee chiare come accade solitamente quando affrontiamo le altre squadre. Non avendo riferimenti precisi, abbiamo dovuto proporre quello che pensavamo potesse essere utile. I ragazzi, come al solito, hanno una capacità eccellente, per la loro età, di recepire i messaggi e trasformarli in campo. Gli chiedi determinate cose e loro, con naturalezza, riescono a metterle in pratica. Siamo contenti perché è come entrare in un posto senza sapere cosa aspettarsi e poi trovare tutto quello che speravi. Il risultato è bello. Sono contento anche per Forte, perché è un ragazzo amabile, molto bravo e disponibile. Dopo Croci, anche lui ha messo la sua firma in questa gara in maniera importante”.
Cautela nonostante il risultato
Andreazzoli ha poi proseguito con un richiamo alla prudenza: “Naturalmente, il risultato non garantisce ancora niente. Oggi in campo c’era anche qualcuno che ha già giocato più di 600 minuti in prima squadra. Bisognerà fare attenzione e disputare una partita seria, considerando che sabato abbiamo un altro impegno importante e che il sabato successivo ci sarà la replica. Abbiamo anche il piacere di avere alcune assenze, perché se i ragazzi sono in prima squadra per noi è sempre una soddisfazione. Significa che hanno un valore che può essere aggiunto”.
Gestire l’entusiasmo
Riguardo alla gestione dell’entusiasmo dei giocatori, specialmente dopo le prestazioni di Croci e Forte, l’allenatore ha commentato: “È la cosa che mi riesce meglio, stia tranquillo: non mi scappano”.
Crescita del gruppo
L’allenatore ha sottolineato la crescita mentale della squadra: “Sì, sono partecipi. Credo che a volte, come ho già detto, siamo anche un po’ ossessivi nella ricerca di situazioni che possano avvantaggiarli. Il nostro lavoro è metterli nella condizione di ottenere dei vantaggi personali, cioè di ritrovarsi il meglio possibile all’interno di un’idea di gruppo e nelle posizioni giuste per sfruttare quei vantaggi. Da questo i ragazzi prendono forza e riescono a esprimere il meglio che hanno”.
L’importanza dell’aggregazione
Commentando l’abbraccio tra lui e Forte dopo un gol, Andreazzoli ha evidenziato l’importanza di questi momenti: “È piaciuto anche a me. Penso che sia piaciuto anche a voi, ma sicuramente molto anche a me”.
Un retroscena su Forte
Un aneddoto su Forte ha rivelato un siparietto con l’allenatore: “Forte è un ragazzo amabile, un bravo calciatore e di una simpatia estrema. Non c’è soltanto lui, c’è un gruppetto di ragazzi che sono dei birichini. Prima gli ho dato dello stupido e penso che mi abbia anche sentito. Tutto era legato all’espulsione e all’ammonizione di Croci della scorsa volta. Ne avevamo parlato anche in maniera piuttosto accesa tra noi. Quando Forte ha segnato il secondo gol mi ha chiesto: ‘Mister, mi tolgo la maglia?’. Ecco cosa è successo. Poi, dopo il quarto gol, ha avuto quei pensieri”.
Formazione tipo e Beldenti
Riguardo alla formazione tipo e all’importanza di Beldenti, Andreazzoli ha dichiarato: “In questo momento Beldenti è in una buona condizione, sia fisica sia mentale, e ha grande convinzione. È bravo, molto bravo tecnicamente”.
Fiducia al gruppo
Infine, sull’importanza delle rotazioni e del senso di appartenenza: “Oggi quanti cambi c’erano rispetto all’altra volta? Campagnello, Matarano e Boscovic: tre. La volta precedente ce n’erano stati anche di più. Quando allenavo in Serie A, cambiavo quattro o cinque giocatori quasi tutte le domeniche, anche tre quando vincevamo. Se vuoi creare un gruppo con un forte senso di appartenenza, devi dimostrare di avere fiducia in tutti. Oggi abbiamo dato la possibilità di entrare anche a due ragazzi dell’Under 18, Barbone e Chiti. Sono piccole soddisfazioni all’interno del gruppo, che rappresentano uno stimolo per loro a fare sempre meglio e per noi un’occasione per scoprire cose nuove”.