Per il centenario della Fiorentina parteciperà anche una figura storica del club come Angelo Di Livio, che ha condiviso i suoi pensieri in un’intervista al Corriere Fiorentino. “Sarò presente, è un grande onore celebrare un traguardo così importante. A Firenze, anche i periodi difficili sono stati vissuti con passione. Ho percorso tutte le categorie con la maglia viola, e questo mi riempie di orgoglio”, ha dichiarato.
Dalla Coppa dei Campioni alla Serie C2 con identico spirito
L’ex giocatore ha ricordato il suo arrivo a Firenze con l’obiettivo di disputare la Champions League, per poi adattarsi con lo stesso fervore alla realtà della Serie C2. “L’anno in C2 è stato un’esperienza in cui ci siamo sentiti tutti parte di un calcio genuino, quello amato dai tifosi viola, un calcio popolare. L’intero ambiente si è unito, compattato e ci ha sostenuto. Eravamo uniti, ed è stato un momento magico”, ha spiegato.
Ricordi di una squadra forte ma con poca convinzione
Riguardo agli anni d’oro, Di Livio ha espresso un rammarico: “Eravamo una squadra forte, ma forse ci è mancata la piena convinzione nei nostri mezzi. Avremmo potuto ottenere ancora di più. Tuttavia, un momento storico indimenticabile rimane la vittoria a Wembley contro un grande Arsenal. Forse ci è mancata la fiducia di essere un gruppo coeso a lungo termine”. Ha poi aggiunto che la partenza di Batistuta alla fine della stagione 1999-2000, seguita da quelle di Rui Costa e Toldo l’anno dopo, ha rappresentato la perdita di elementi cruciali.
Coppa Italia inattesa e una piazza che merita di più
Sulla conquista della Coppa Italia, Di Livio ha commentato: “È stato un successo bellissimo e, forse, inaspettato. Non c’era più Batistuta, e c’erano squadre più attrezzate, ma siamo stati bravi a prevalere”. Ha poi sottolineato l’impatto della festa a Firenze: “Vedere un’intera città celebrare quel trofeo è stato meraviglioso. Questa è una piazza che meriterebbe ambizioni maggiori, perché possiede tutte le carte in regola per essere tra le realtà più importanti d’Italia. Firenze deve riconquistare il suo posto”. Ha ricordato l’epoca delle “sette sorelle”, di cui la Fiorentina faceva parte, affermando che “deve tornare lassù”.
Prospettive future: fiducia in Paratici e nel nuovo tecnico
Guardando alla Fiorentina attuale, Di Livio ha affermato: “Innanzitutto, spero che non si ripeta il campionato deludente della scorsa stagione”. Ha espresso grande fiducia nel dirigente Paratici, definendolo “un top manager”. Su Grosso, lo ha descritto come “un allenatore emergente con idee straordinarie”. Con i nuovi acquisti e il nucleo di giocatori rimasti, secondo Di Livio ci sono “tutti i presupposti per vedere una Fiorentina protagonista, che magari possa tornare in Europa