La decisione di operare una profonda ristrutturazione nella Fiorentina della passata stagione, seppur accolta con favore dal pubblico, ha evidenziato delle scelte discutibili da parte della dirigenza viola.
La partita da ex
Prima del fischio d’inizio, Roberto Goretti, intervenuto ai microfoni di DAZN, aveva descritto la situazione come:
È un momento di passaggio da un modo di fare club ad un altro. C’è stato un cambiamento importante nella guida tecnica. Di 70 giocatori sotto contratto ne sono usciti 52, abbiamo fatto tante operazioni. La cosa più importante però è iniziare a costruire un nuovo modello di fare calcio sperando di farlo nella maniera giusta e che sia accattivante, duraturo e porti la Fiorentina nel tempo a essere competitiva.
Tuttavia, un tale cambiamento radicale necessita di tempo, un lusso che Firenze, a digiuno di successi da tempo, potrebbe non avere. Inoltre, non tutte le operazioni di mercato hanno supportato il tecnico, che ha potuto disporre dei giocatori per il suo 4-3-3 solo a partire dal 2 settembre. Tra le cessioni forse meno comprese figura quella di Rolando Mandragora. Il centrocampista, classe 1997, era spesso un punto di riferimento nei momenti difficili per la squadra, un apporto ora venuto a mancare.
Ieri, proprio Mandragora ha trovato la via del gol, senza esultare, e si è distinto come MVP della partita, tornando nel suo vecchio stadio e venendo acclamato dai tifosi viola, nonostante ora indossi la maglia del Torino. Al termine dell’incontro, sia Biraghi che Mandragora si sono recati sotto la curva Ferrovia per salutare i sostenitori. Un gesto significativo, che ha confermato l’affetto ancora presente dei tifosi per i due ex giocatori.
Ai microfoni di DAZN nel post-partita, l’ex centrocampista viola ha condiviso le sue sensazioni:
Oggi è stato un mix di emozioni. Prima devo ringraziare questa gente per il bellissimo tributo. Grazie a tutti e in particolare alla Curva Fiesole. Dopo il gol ho provato una grandissima emozione, ma anche un dispiacere perché ho lasciato parte del mio cuore qua a Firenze. Bello ma allo stesso tempo difficile.
Anche Pietro Comuzzo, intervenuto in sala stampa, ha espresso il suo rammarico per l’addio alla Fiorentina:
Tornare qui dopo 7 anni è stato unico e particolare. Da quando sono qui mi sentivo emozionato, poi ho pensato a fare bene in partita. Io in campo sono sempre disponibile per le richieste del mister. Andar via dopo 7 anni era una cosa nuova per me. E ci sono rimasto male. Però ho trovato una nuova sfida in una grande piazza. Ora penso a far bene al Torino, poi vedremo il futuro.