Tra i calciatori che hanno beneficiato maggiormente della gestione di Vanoli in casa Fiorentina spicca senza dubbio Radu Dragusin. La sua prestazione contro il Napoli ha evidenziato progressi significativi, confermando le buone impressioni già lasciate nelle partite contro Venezia e Pisa.
L’avvio difficile e la svolta
Questo miglioramento non era affatto scontato, considerando l’inizio tutt’altro che semplice del difensore romeno in maglia viola. Era stato tra i meno brillanti, se non il peggiore, all’esordio contro la Roma e tra i primi a cedere nelle sconfitte contro Frosinone e Torino. La svolta mentale è arrivata dopo l’addio di Fabio Grosso e il ritorno di Paolo Vanoli, forse anche in seguito alle parole del suo agente. Questi eventi hanno spinto l’ex Tottenham a prendere consapevolezza delle proprie responsabilità, segnando un netto cambio di rotta nelle sue performance.
La prova decisiva contro un attaccante temibile
Dopo le convincenti prove con il Venezia e in Coppa Italia, Dragusin ha affrontato un vero e proprio banco di prova domenica scorsa, misurandosi con Højland. Il test è stato superato brillantemente: l’attaccante danese del Napoli, lanciato a rete in seguito a un errore di Viery, è stato letteralmente annullato dal difensore ex Genoa.
L’affermazione di una guida difensiva
Si percepisce anche un miglioramento nella condizione fisica del possente difensore romeno, che probabilmente aveva bisogno di ritrovare la piena fiducia in campo dopo gli infortuni subiti nella scorsa stagione. L’unica certezza è che, finalmente, la Fiorentina sta trovando in Dragusin quel leader difensivo tanto atteso, una figura che mancava alla squadra dalla partenza di Milenkovic