Nella stagione precedente, la Fiorentina manifestava significative difficoltà nel creare superiorità numerica, con una carenza di giocatori capaci di superare l’avversario nell’uno contro uno. Questa criticità era diffusa in Serie A, un campionato considerato tecnicamente impoverito. A Firenze, il problema era accentuato dalla gestione del mercato estivo del 2025, che aveva portato all’esclusione degli esterni dalla rosa. Quando la situazione precipitò e Vanoli venne chiamato a guidare una Fiorentina in difficoltà, l’allenatore dovette ricostruire la squadra con risorse limitate, ottenendo una salvezza considerata un’impresa.
La Trasformazione Viola
Nella stagione 26/27, la Fiorentina ha mostrato una netta trasformazione. Nonostante una classifica ancora deficitaria, il passaggio dalla gestione di Grosso al ritorno di Vanoli ha segnato un cambiamento radicale, con segnali incoraggianti di ripartenza. Il percorso è ancora lungo e la ripresa dopo la sosta vedrà i viola affrontare il Genoa, una squadra in difficoltà con De Rossi in bilico. L’esito di quella partita offrirà indicazioni sul progresso della cura di Vanoli. Tuttavia, i dati attuali sono positivi: nel 25/26, la media dei tiri in porta era di 13 a gara, con 3 nello specchio, e i dribbling vincenti si attestavano a 7 per partita. Nel primo scorcio della 26/27, in sole 5 giornate, le conclusioni sono salite a 17, di cui 6 nello specchio (un raddoppio rispetto al passato), mentre i dribbling vincenti hanno raggiunto quota 10. Il cambiamento è evidente, soprattutto considerando che questa svolta è coincisa con il ritorno di Vanoli, che ha guidato i viola contro Venezia e Napoli, oltre che in Coppa Italia contro il Pisa.
Qualità sulle Fasce come Chiave
La qualità della squadra è notevolmente aumentata quest’anno, in particolare sulle corsie esterne. La presenza di giocatori come Mastantuono e Njie rende le differenze rispetto al passato immediatamente percepibili. A questi si aggiunge Pedro Gonçalves, il cui potenziale è ancora da esplorare ma che in Portogallo ha sempre dimostrato grande rendimento. Vanoli sembra orientato a impiegarlo come trequartista centrale nel 4-2-3-1, posizione in cui può esprimersi al meglio, pur rimanendo valido anche da esterno. Gnonto, sebbene leggermente distaccato, contribuisce con dedizione e applicazione tattica. La qualità prosegue a centrocampo con Atta, nonostante un ritardo di condizione, e Oulai, che potrebbe rivelarsi un’arma letale per la Fiorentina. In difesa, spiccano Dragusin e Valdepenas, mentre in attacco Pellegrino ha già realizzato 3 gol. La vera discontinuità positiva si osserva sulle fasce, dove tecnica e fantasia dominano, rendendo queste zone del campo le più difficili da affrontare per gli avversari.
Ci aspettiamo una Fiorentina piena di bollicine.