Un paragone musicale evoca un sentimento di profondo rammarico: come nel brano dei Pinguini Tattici Nucleari, le scuse appaiono doverose per quanto accaduto sul terreno di gioco. La festa per il Centenario della Fiorentina si è trasformata in una delle celebrazioni più malinconiche, con la responsabilità attribuita a chi è sceso in campo e a chi ha preparato l’incontro.
Tra emozione e amarezza
Superata la delusione per una partita che ha sfiorato il ridicolo, sono state le numerose leggende viola che hanno calcato il prato del Franchi nel post-gara a riaccendere un barlume di entusiasmo nel pubblico. Le lacrime versate sugli spalti potevano essere di commozione per il ricordo dei campioni del passato, ma anche di sconforto osservando il risultato finale sul tabellone: Fiorentina 0-3 Frosinone.
Fischi su Grosso & Co.
Il verdetto del tifo viola è stato inequivocabile. Dopo la stagione precedente, un mercato di questo tipo e una sconfitta così pesante, non poteva essere altrimenti. I fischi hanno accompagnato Grosso e i suoi uomini sia al triplice fischio che durante la ripresa del campo per la celebrazione del centenario. L’asticella, alzata da Pioli l’anno scorso, è stata innalzata anche quest’anno, nonostante l’assenza di proclami, dalla caratura dei nuovi arrivi.
Semplicemente calcio
Osservare le tribune dello stadio ha riportato alla mente un incubo recente, quasi fosse una maledizione persistente sulla Fiorentina. Tuttavia, non si tratta di fenomeni inspiegabili, ma semplicemente di calcio giocato. È fondamentale concedere tempo all’allenatore e a una squadra appena formata per trovare la giusta amalgama. Evitare figuracce come quella di ieri sera rientra nei loro doveri. Il rischio di ricadere in un ciclo depressivo deve essere scongiurato. Chi ha la possibilità di intervenire deve farlo, poiché Firenze non può sostenere mentalmente un altro campionato da incubo.