La Fiorentina ha vissuto un momento di grande rilevanza istituzionale e simbolica: il Presidente Joseph Commisso è stato insignito del Pegaso d’Oro, massima onorificenza della Regione Toscana, consegnata dal Presidente Eugenio Giani.
L’evento ha sottolineato il profondo legame tra la Fiorentina, la città di Firenze e l’intero territorio regionale. Questo prestigioso riconoscimento celebra la proprietà guidata da Commisso, subentrata nel 2019 e autrice di significativi investimenti sia in ambito sportivo che infrastrutturale.
Commisso premiato con il Pegaso d’Oro
Dal palco, il Presidente Commisso ha espresso parole cariche di emozione, evidenziando il legame indissolubile tra Firenze e la Fiorentina.
“Provo uno straordinario senso di gratitudine, emozione e umiltà. A nome mio e di tutta la mia famiglia, ringrazio la Regione e in particolare Eugenio Giani per averci assegnato il Pegaso d’oro. Comprendiamo il valore di questo onore, il più alto della Regione. Una grandissima Regione, nell’anno in cui si celebra il Centenario della Fiorentina. Un’emozione che non dimenticherò mai. È difficile esprimere cosa significhi per noi: la Toscana rende omaggio a cent’anni di storia, passione, amore per i colori viola. Sono rimasto veramente commosso dalle parole del Presidente Giani per le motivazioni del riconoscimento.”
Riguardo al rapporto tra la città e il club:
“La Fiorentina è Firenze, Firenze è la Fiorentina: non c’è modo migliore per descrivere questo club e questa città. La Fiorentina non è mai appartenuta ai suoi proprietari, ai suoi allenatori o giocatori. La Fiorentina appartiene alla gente, che festeggiava insieme quando si vinceva e stava insieme quando si perdeva. Appartiene a tutti coloro che hanno vestito la nostra maglia, che hanno lavorato in silenzio. A tutti quei tifosi in tutto il mondo, a chi non è più con noi ma ha trasmesso il proprio amore per la Fiorentina. È così che si costruiscono 100 anni di storia. Non solo con i trofei, ma con la gente, i ricordi, la fedeltà e con un amore che sopravvive alle generazioni.”
Infine, un pensiero al padre Rocco:
“Mio padre Rocco, da quando ha messo piede a Firenze, ha capito che la Fiorentina era ben più di un club di calcio. Si è innamorato della città, della sua gente, e ha compreso subito la responsabilità che comporta avere tra le mani qualcosa che esisteva ben prima di noi e dovrà continuare ad esistere. Credeva nei giovani, negli investimenti, nel creare qualcosa a lungo termine. So quanto sia orgoglioso di tutto ciò, così come di ricevere questo riconoscimento dalla Regione Toscana. Ovunque sia, è un tifoso viola.”