Tutto ebbe inizio con la prima giornata di campionato, caratterizzata da una sconfitta netta con quattro reti subite. Poco dopo, la società ha deciso di cedere il proprio centravanti titolare, con la stagione appena iniziata. Al suo posto è arrivato un sostituto improvvisato, una soluzione d’emergenza dopo il mancato ingaggio del primo obiettivo.
L’illusione e la beffa del Centenario
Nella prima partita casalinga, un’illusione di gioco è durata solo il tempo di due pali colpiti nei primi minuti. Successivamente, è sopraggiunta una sconfitta interna contro una squadra neopromossa, proprio nel giorno del Centenario del club, con altre tre reti incassate. Durante la celebrazione ufficiale, si è verificato un fatto inaspettato: nessuna menzione per le formazioni che hanno vinto gli scudetti, né per i loro allenatori o presidenti dell’epoca. Al contrario, sono stati celebrati come successi sette anni di difficoltà sportive.
La legge dell’ex in campo
Il campo ha continuato a proporre scenari surreali. Un ex difensore ha salvato sulla linea un tiro destinato in porta del nuovo acquisto, al suo primissimo contatto con il pallone. Un altro ex giocatore ha segnato, senza esultare, avviandosi a raccogliere l’applauso commosso dei suoi vecchi sostenitori.
Il crollo della guida tecnica
Una nuova sconfitta è arrivata tra le mura amiche, in uno stadio ridotto a un cantiere. Altri due gol sono stati subiti, mentre l’unica rete a favore è stata frutto di un errore del portiere avversario. A seguito di ciò, è scattato l’esonero per l’allenatore, fortemente voluto dal direttore sportivo. Per sostituirlo, è stato richiamato l’ex tecnico, esonerato solo pochi mesi prima perché considerato non all’altezza.
Se anni fa fosse stata presentata una scaletta simile per descrivere il dramma sportivo di una tifoseria, sarebbe stata liquidata come un’esagerazione fantasiosa, degna di una telenovela sudamericana di scarso valore. Invece, la dura realtà ha superato la più distorta delle immaginazioni.
Ora sorge spontanea la domanda: chi potrà mai salvare la squadra da questo ennesimo calvario? Forse il “presidente predicatore”, con il suo sguardo intenso, la voce impostata e le braccia aperte in un gesto che ricorda “lasciate che i tifosi vengano a me”?
Noi, tifosi della Fiorentina, ci sentiamo già crocifissi e derisi.