Martin Jorgensen, ex centrocampista della Fiorentina dal 2004 al 2010, si è raccontato in un’intervista rilasciata a Ultimo Uomo. L’ex giocatore ha inevitabilmente ripercorso gli anni trascorsi sotto la guida di Cesare Prandelli, periodo in cui, insieme ai compagni, ha ottenuto significative soddisfazioni.
Un gruppo equilibrato
“Pur non avendo conquistato alcun trofeo, abbiamo ottenuto numerose vittorie. Il gruppo era coeso: dai giocatori più esperti ai giovani, c’erano sia i fuoriclasse che elementi più eccentrici. Mutu, senza voler offendere nessuno, era un personaggio un po’ particolare. Anche Osvaldo e Kuzmanovic portavano allegria, talvolta uscivano dagli schemi”.
La forza del collettivo
“Regnava il rispetto reciproco: da Toni, autore dei gol, a Frey, tra i pali, passando per difensori come Gobbi, Pasqual e Ujfalusi. Ognuno era consapevole che la vittoria dipendesse dall’apporto di tutti, compresi coloro che trovavano meno spazio. Prandelli era abile nel farci sentire importanti, assicurandosi che persino i giocatori di maggior talento rispettassero le dinamiche di squadra”.