Il trasferimento di Moise Kean al Como si è concretizzato in extremis, chiudendosi a un’ora dalla scadenza del calciomercato. L’agente Alessandro Lucci ha svolto un ruolo cruciale nella mediazione tra i club per 67 giorni, agendo da unico tramite in quanto le due società non hanno dialogato direttamente. I primi contatti risalgono al 26 giugno, in occasione del passaggio di Mattia Liberali al Como. In quella circostanza, Lucci ha sondato l’interesse dei lariani per un attaccante, trovando subito terreno fertile con Cesc Fabregas riguardo a Kean. La Fiorentina, da parte sua, si era mostrata aperta a cessioni durante l’estate, nonostante Kean fosse inizialmente propenso a rimanere a Firenze. Dopo un primo rifiuto per un’offerta di 30 milioni da parte dei viola il 17 agosto, il Como ha presentato una nuova proposta il 25 agosto, alzando l’offerta a 40 milioni.
Sviluppi successivi
A quel punto, la Fiorentina ha dato il suo via libera all’operazione, ma solo a condizione di assicurarsi prima un sostituto. La trattativa è rimasta in sospeso fino al 30 agosto, quando l’Everton ha dato l’ok per il passaggio di Beto a Firenze, permettendo a Paratici di autorizzare le visite mediche per Kean. L’accordo finale prevede un prestito oneroso di 5 milioni di euro, con un obbligo di riscatto fissato a 30 milioni subordinato alla prima presenza nel 2027. A ciò si aggiungono 5 milioni di bonus e una clausola del 10% sulla futura rivendita. Secondo le informazioni raccolte, Kean ha rinunciato a un milione di euro che gli sarebbe spettato al momento della sua partenza dalla Fiorentina, accogliendo la richiesta del club per facilitare la conclusione definitiva dell’affare.