“Come un tuono, sei arrivato senza preavviso”. Questo verso di una canzone del 2024 di Rose Villain sembra risuonare tra i tifosi della Fiorentina, quasi fosse stata scritta per il giovane argentino Franco Mastantuono. Il gioco di parole con il suo cognome è immediato, così come il riferimento a quanto accaduto ieri al Penzo durante la partita tra Venezia e Fiorentina. Dopo tre sconfitte consecutive senza segnali incoraggianti dal campo, i tifosi viola hanno visto la loro squadra, guidata da Paolo Vanoli, non solo vincere e giocare bene, ma soprattutto essere trascinata dal nuovo idolo della piazza, Mastantuono. Arrivato all’aeroporto di Peretola accolto da grande entusiasmo, il giocatore si è presentato al calcio italiano con una tripletta inaspettata.
La qualit00 dei gol
Una tripletta di grande spessore. Sebbene l’ultimo gol possa essere considerato fortuito, frutto di un rimpallo e un tocco involontario con il viso, le prime due reti sono vere e proprie perle che mettono in luce la notevole qualità del suo sinistro. Il gol dell’1-1 è stato particolarmente significativo: un’azione di astuzia, con una finta verso il secondo palo e una conclusione potente sul primo, che ha ingannato il portiere Stankovic. Quest’ultimo, dopo aver fatto un passo nella direzione sbagliata, ha tentato invano di correggersi. La seconda rete, pur essendo più lineare, è stata altrettanto pregevole per la precisione di un tiro a giro che si è infilato all’interno del palo, completando una rimonta che ha portato i tre punti alla Fiorentina.
Ci vuole tempo
Queste prime tre marcature arrivano da un giocatore che, nella precedente partita contro il Torino, era stato sostituito all’intervallo dall’allora tecnico Fabio Grosso. Il talento, di proprietà del Real Madrid, infrange diversi record: diventa il più giovane giocatore a segnare una tripletta nella storia della Fiorentina, il più giovane straniero a farlo in Serie A e il più giovane argentino a riuscirci nei primi cinque campionati europei, superando persino Lionel Messi. Questi gol certificano, dopo le critiche mosse al lavoro del direttore sportivo Fabio Paratici per un mercato definito confusionario, che l’argentino non è un bluff. Si tratta invece di un talento purissimo, già legato emotivamente a Firenze, che sotto la guida di un allenatore esperto con i giovani come Paolo Vanoli, può diventare la trascinatore di una Fiorentina ritrovata.