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Piccinetti: “Grosso deve svegliarsi, Kean ha ingannato una città”

Claudio Piccinetti, ex viola, analizza la situazione della Fiorentina: “Con una rivoluzione del genere non si può pensare di raggiungere risultati subito. Ci vuole pazienza”. Critico verso Kean: “Ha preso in giro una città”.
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Claudio Piccinetti, ex calciatore e allenatore delle giovanili della Fiorentina, ha condiviso le sue riflessioni ai microfoni di Lady Radio. Secondo l’ex viola, una trasformazione radicale come quella avvenuta non può portare a risultati immediati. È necessaria pazienza, poiché il progetto è concepito su un arco di due anni e non per un successo lampo. La squadra, al momento, appare in ritardo sotto ogni aspetto: fisico, tecnico, tattico e individuale. Lo stesso Grosso, a detta di Piccinetti, non ha ancora definito il modulo ideale. Tuttavia, dopo due sconfitte consecutive con sette gol subiti e zero realizzati, è doveroso porsi delle domande per comprendere le dinamiche attuali.

Il caso Kean e la società

Riguardo alla situazione di Moise Kean, Piccinetti ha affermato: “Inutile che ora venga a dire che ha sbagliato. Non presentandosi all’allenamento settimana scorsa ha preso in giro una città intera, ma questa società è stata troppo buona con lui e con tanti altri calciatori. Questi non conoscono la storia della Fiorentina, non sanno che cos’è il senso di appartenenza”. Nonostante ciò, il mercato è stato completato e gli investimenti effettuati sono stati giudicati positivamente. Ora, secondo Piccinetti, la responsabilità ricade su Grosso, che “si deve svegliare”.

Mercato e scelte tecniche

In conclusione, Piccinetti ha espresso un giudizio positivo sul mercato della Fiorentina, pur ricordando che la valutazione definitiva si avrà solo con i calciatori in campo. Ha elogiato l’operato di Paratici, ma ha sottolineato una lacuna a centrocampo. Pur apprezzando Oulai, ha espresso riserve su Ndour, apparso non in condizione. L’ex tecnico delle giovanili ha dichiarato che non avrebbe ceduto Mandragora, ritenendolo utile alla rosa. Ha compreso, tuttavia, la necessità di un “ripulisti” operato dalla dirigenza, la quale è a conoscenza delle dinamiche interne verificatesi al Viola Park nell’ultimo anno.

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