Tra Napoli e Fiorentina intercorrono appena 3 punti, con i partenopei in vantaggio. Un divario esiguo se si considerano le aspettative iniziali, con un Napoli apparso solido e ben costruito, seppur con un mercato meno incisivo, a confronto con la Fiorentina profondamente rinnovata. L’avvio dei viola è stato disastroso, segnato da 3 sconfitte consecutive. L’arrivo di Vanoli ha portato un timido raggio di sole. La stagione del Napoli è stata altalenante: una vittoria esterna a Genova, due sconfitte casalinghe contro Como e trasferta contro l’Inter, seguite dal successo contro un Bologna in difficoltà. Quest’ultima partita ha portato all’esonero di Tedesco e all’ingaggio di Palladino da parte del club rossoblu. Nonostante ciò, il Napoli rimane teoricamente superiore alla Fiorentina, ma il verdetto del campo sarà decisivo. Per la sfida di domenica, Vanoli si presenterà con un’aria serena, mentre Allegri mostrerà una preoccupazione non del tutto celata.
La spinta di Paolo
Vanoli si è integrato nel tessuto viola con l’efficacia di un trattamento rigenerante. Forse inaspettato per lui, o forse un sogno coltivato senza troppe speranze. Vanoli è un uomo concreto e umile, lontano dalle speculazioni fantasiose. La Fiorentina attuale è un’entità diversa rispetto a qualche mese fa. Trasuda serenità, non più l’ansia di dover lottare per la salvezza in Serie A. La prospettiva è cambiata radicalmente. Dopo la goleada contro il Venezia, ha dichiarato: “Basta parlare di salvezza. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo guardarci oltre”. Vanoli fatica a nascondere l’entusiasmo di guidare un gruppo costruito da Paratici per Grosso, ma che si è rivelato l’abito perfetto per lui. Sono i paradossi del calcio, ma rendono questo sport affascinante. Le certezze durano un istante e si trasformano in nuove narrazioni. Vanoli sente la Fiorentina come sua, pur consapevole che un risultato negativo potrebbe riaccendere vecchie critiche. Prosegue però sulla sua strada, forte delle sue convinzioni e finalmente con esterni di qualità, quelli richiesti a gennaio e non ottenuti, dovendosi accontentare di Solomon e Harrison. Il tecnico, soprannominato “Paolo” nel varesino, affronta questa partita con leggerezza, un fattore non trascurabile.
Allegri e le sue preoccupazioni
Allegri, soprannominato “Acciuga” a Livorno, ha alcune giustificazioni per il difficile avvio del suo Napoli. Per la trasferta di Firenze, Anguissa è in forte dubbio, mentre Meret, Buongiorno, Marianucci, McTominay, Santos e Giovane rimangono indisponibili. Il tecnico livornese merita almeno un riconoscimento per le attenuanti. Tuttavia, alcuni aspetti del Napoli non convincono: troppo spesso la squadra appare passiva e distratta in difesa. Contro il Bologna, nonostante un solo gol segnato, la vittoria è stata meritata. Questo andamento altalenante, con 2 vittorie e 2 sconfitte, ha generato allarme in una piazza notoriamente esigente e incline a reazioni emotive intense. Vanoli potrebbe temere Allegri, ma quest’ultimo ha i suoi pensieri, poiché la Fiorentina attuale incute rispetto.
I talenti viola pronti a brillare
Desiderano mettersi in luce. Non è garantito che ci riescano, ma sicuramente ci proveranno. Oulai, Mastantuono, Njie, Pellegrino, Goncalves, e altri, hanno l’ambizione di sorprendere. La vetrina del Franchi è prestigiosa e offre grande visibilità a chi ha voglia di emergere. Le motivazioni possono fare la differenza, e Vanoli punta su questo. Per la Fiorentina sarà una sfida complessa, ma non impossibile, considerando che la differenza in classifica è di soli 3 punti