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Vanoli, le mosse tattiche che hanno rivitalizzato la Fiorentina

La Fiorentina ha ritrovato la vittoria sotto la guida di Paolo Vanoli, con una prestazione che ha evidenziato miglioramenti tattici e un ritrovato spirito di squadra. L’analisi delle mosse del mister e delle aree ancora da migliorare.
Vanoli, le mosse tattiche che hanno rivitalizzato la Fiorentina Vanoli, le mosse tattiche che hanno rivitalizzato la Fiorentina

La Fiorentina ha conquistato una vittoria significativa, dimostrando il proprio potenziale tecnico rimasto finora inespresso. Questo successo segna una netta ripresa rispetto al clima di sfiducia precedente e porta la firma del ritrovato Paolo Vanoli, così come del protagonista in campo Mastantuono, autore di una tripletta che ha zittito le critiche premature.

Un fattore cruciale è stato il sollevamento del gruppo con la rimozione di Fabio Grosso. Nonostante non si discuta la sua competenza, il deterioramento dei rapporti tra lui e la squadra era evidente dopo la sconfitta di Torino. La reciproca sfiducia era debilitante, e il ritorno di Vanoli ha permesso di ripartire da zero. Alcuni giocatori, come Fagioli, hanno già un rapporto di stima con il mister, mentre per gli altri si apre la possibilità di costruire un nuovo legame, non compromesso come con il predecessore.

Le strategie di Vanoli

A livello di gioco, Vanoli ha già trasmesso indicazioni precise alla squadra. L’atteggiamento in fase di non possesso della Fiorentina contro il Venezia è stato notevolmente più coraggioso. I viola hanno pressato alto gli avversari, disturbando efficacemente la loro prima costruzione dell’azione. Questo è un risultato notevole, considerando che la squadra di Stroppa, nonostante un periodo negativo, aveva dimostrato capacità di costruire dal basso anche contro avversari di alto livello come il Milan. Contro la Fiorentina, invece, questo aspetto è sostanzialmente fallito.

Una delle modifiche più evidenti di Vanoli ha riguardato la disposizione tattica “dalla cintola in su”. La Fiorentina si è schierata con un 4-2-3-1, con Fagioli e Ndour a formare la coppia di centrocampo e Atta nel ruolo di trequartista puro, con compiti di collegamento con Mastantuono e Beto. Questa soluzione, apparentemente “semplice”, dimostra la chiara visione di Vanoli riguardo alle potenzialità dei suoi giocatori. L’avanzamento di Atta mirava a creare connessioni strette nell’ultimo terzo di campo tra i due giocatori più tecnici, supportati dalla presenza di Beto (che costringeva la difesa del Venezia a scappare) e dai tagli di Jimenez, oltre all’ampiezza garantita da Njie, efficace nell’uno contro uno.

L’impiego di Fagioli come regista in una coppia di centrocampo, anziché come vertice basso solitario, ha favorito il giocatore nel limitare i compiti difensivi e concedergli maggiore libertà in fase di costruzione e ricerca di passaggi verticali. Ndour è apparso leggermente sacrificato, con meno opportunità di inserimento, ma il suo lavoro di supporto è stato necessario. In futuro, le caratteristiche di Oulai potrebbero consentire l’impiego della coppia Fagioli-Oulai.

Aree di miglioramento

Nonostante il Venezia abbia creato poche occasioni e il punteggio di 2-0 sia quasi ingannevole, è evidente che il reparto difensivo necessita di ulteriore lavoro. Questo era prevedibile, data la mancanza di una linea difensiva titolare definita. La squadra ha gestito bene gli attacchi posizionali del Venezia e ha sofferto meno nelle transizioni, ma non sono mancate ingenuità e incertezze.

Vanoli ha schierato Ranieri come centrale e il brasiliano Viery come terzino “bloccato”, probabilmente per bilanciare la spinta di Njie a sinistra e le incursioni di Jimenez a destra. Nonostante ciò, l’intesa difensiva è apparsa ancora limitata, con i giocatori spesso alla ricerca visuale dei compagni per capire i movimenti da eseguire. Il lato sinistro, in particolare, ha mostrato fragilità, come evidenziato nel gol dell’1-0.

Lo stesso Viery, pur mostrando esuberanza atletica e un buon piede in fase di costruzione, ha palesato un’eccessiva irruenza e poca attenzione nelle uscite sull’uomo. Il Venezia, specialmente con Hainaut, ha spinto molto su quella fascia, mettendo in difficoltà il terzino brasiliano. Le caratteristiche di Viery lo rendono più adatto al ruolo di centrale, ma è possibile che Vanoli non si fidi ancora completamente della sua irruenza.

In sintesi, brava la Fiorentina e bravo Vanoli. C’è ancora molto da fare, ma le basi per un lavoro proficuo sono state gettate.

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