Mentre per molti calciatori della Fiorentina impegnati con le proprie nazionali la pausa si sta rivelando un toccasana, soprattutto a livello mentale (come nel caso di Fagioli, tornato protagonista con l’Italia, o di Beto, che ha ritrovato minuti e assist con la Guinea-Bissau), la situazione è diversa per Radu Dragusin. Quest’ultimo, probabilmente tra i migliori in campo nell’ultima gara di campionato prima della sosta contro il Napoli, ha vissuto un periodo internazionale decisamente negativo.
Una serata difficile contro la Polonia
Il difensore viola è probabilmente l’unico membro della rosa di Paolo Vanoli a tornare alla base con un umore peggiore rispetto a prima dell’interruzione della Serie A. Il centrale rumeno, infatti, nella sfida tra Polonia e Romania, è stato espulso al 23° minuto per un fallo da rigore. L’episodio ha portato al gol di Lewandowski su penalty, preludio alla sconfitta per 6-0 subita dai polacchi. Una prestazione macchiata da questo episodio, che segue una panchina nel match precedente contro la Bosnia e alcune dichiarazioni polemiche del suo agente, poi ridimensionate dallo stesso giocatore.
Ora la palla passa a Vanoli
Non è stata dunque la sosta ideale per un calciatore che, al contrario, nella partita vinta contro il Napoli aveva mostrato un ritrovato smalto sia mentale che fisico. La sua prestazione fu sontuosa, da MVP del match al pari di De Gea, con interventi impeccabili su Hojlund e Lucca. Per questo motivo, ora sarà importante per Vanoli, in attesa di conoscere la data del rientro di Dragusin al Viola Park vista la squalifica che gli impedirà di giocare contro la Svezia lunedì sera, lavorare sul recupero mentale del giocatore in ottica Fiorentina. L’obiettivo è farlo ripartire dal livello mostrato contro il Napoli e averlo al meglio per un ottobre cruciale, che dovrà rappresentare un rilancio.