Il legame tra la Fiorentina e la classe arbitrale è storicamente complesso. L’episodio più recente è emerso durante Fiorentina-Como, con il gol del vantaggio della squadra allenata da Cesc Fabregas che ha suscitato molte discussioni. Questo caso specifico della Fiorentina merita attenzione per la crescente confusione che circonda la direzione arbitrale. A fine settembre, il designatore Daniele Orsato aveva delineato una linea guida: meno interventi dal monitor VAR, maggiore autonomia agli arbitri sul campo e uniformità nei giudizi. Una strategia volta a ridare centralità ai direttori di gara, ma che nelle ultime settimane ha riacceso il dibattito anche in casa viola.
Tra gli episodi analizzati da Orsato a fine settembre figurano anche situazioni a favore della Fiorentina. Tra queste, il rigore non fischiato per il contatto tra Dragusin e Monterisi in Frosinone-Fiorentina, la trattenuta ai danni di Pellegrino in Coppa Italia e la mancata espulsione di Alex Jimenez per condotta violenta nella medesima partita. Secondo le valutazioni di fine settembre, la sala VAR avrebbe potuto intervenire in queste circostanze. Prima della pausa per le nazionali, la Fiorentina era infatti la squadra che aveva beneficiato del maggior numero di errori favorevoli, sebbene concentrati in un’unica gara, peraltro persa. Va ricordato che, circa un mese prima in Fiorentina-Napoli, il Direttore Sportivo Fabio Paratici aveva espresso critiche sull’operato dell’arbitro durante il primo tempo, una presa di posizione che è costata una multa al dirigente.
Fiorentina-Como
L’ultimo episodio controverso si è verificato al Franchi, nella partita terminata 3-1 per il Como. A generare il dibattito è stato il contatto tra Milla e Pedro Gonçalves nell’azione che ha portato al gol di Liberali. L’ex arbitro Luca Marelli, intervenuto come analista per Dazn, ha definito il fallo evidente, affermando: «Non tocca mai il pallone», suggerendo quindi la possibilità di un intervento del VAR. Diverso il parere di Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, riguardo al mancato richiamo al monitor. Egli ha ricondotto la decisione alla nuova linea guida: «Mi piace l’idea di restituire centralità all’arbitro», ha spiegato, sottolineando i rischi legati a un uso del VAR volto a correggere ogni singolo contatto.
Questo confronto riporta al centro una questione che va oltre il singolo episodio. Si tratta di definire il confine tra la fiducia nelle decisioni prese sul campo e la necessità di correggere errori lampanti, evitando che la discrezionalità porti a interpretazioni variabili da una partita all’altra. Per ottenere un quadro completo degli episodi a favore e contro la Fiorentina, è necessario considerare anche i casi opposti. Al di là delle naturali percezioni di persecuzione da parte di ogni tifoseria, l’impressione è che il cosiddetto ‘caos ordinato’ dell’AIA, alla fine dell’anno, continuerà a generare errori da entrambe le parti.