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Fiorentina, i problemi tattici di Vanoli dopo la sconfitta a San Siro

La Fiorentina cade a San Siro contro l’Inter per 2-1. Nonostante una buona lettura iniziale, la squadra viola mostra limiti strutturali nella gestione della partita e nella personalità dei reparti.
Fiorentina, i problemi tattici di Vanoli dopo la sconfitta a San Siro Fiorentina, i problemi tattici di Vanoli dopo la sconfitta a San Siro

La Fiorentina non trova pace e la sconfitta subita a San Siro contro un’Inter in versione vintage, che si è imposta per 2-1, rischia di lasciare il segno. La squadra viola, che aveva accarezzato l’idea di un risultato positivo fino al novantesimo, si è arresa nel recupero dopo un assalto nerazzurro. Le prestazioni di De Gea, decisamente il migliore in campo, non sono bastate a evitare il ko. Tuttavia, circa un quarto d’ora prima del fischio finale, i cambi effettuati dalla panchina sembrano aver rappresentato la chiave di volta del match.

Le mosse tattiche

Vanoli, che aveva inizialmente optato per un blocco basso contro i tre mediani dell’Inter, inserendo Brescianini, aveva portato a casa un primo tempo all’altezza delle aspettative. Nonostante una prestazione non spettacolare, il gioco si è rivelato pratico. La situazione sembrava volgere al meglio quando Jimenez ha siglato il gol del vantaggio, facendo pensare che la Fiorentina potesse ottimizzare la trasferta milanese. Tuttavia, in quel frangente, i cambi tattici, con le sostituzioni di Mastantuono e Jimenez, e gli ingressi di Dodò, seguiti poi da Joao Mario e Beto, non hanno permesso alla squadra di mantenere un adeguato palleggio. Ciò ha portato la squadra a subire l’assalto nerazzurro, alimentato anche dall’evidente frustrazione per un rigore non concesso (fallo di Viery su Thuram, con il primo entrato male in partita al posto di Pongracic).

Il centrocampo in difficoltà

Nonostante le parole di pazienza del prepartita di Paratici, Vanoli ha schierato il centrocampo dell’anno precedente, e l’inserimento di Brescianini, tutto sommato, aveva funzionato. Il problema è emerso quando, in un momento cruciale della sfida in cui l’Inter avrebbe logicamente aumentato la pressione, la qualità del centrocampo non si è vista. Tra i tre centrocampisti scelti, Ndour è parso quello con più dinamismo. Tuttavia, in assenza di una regia efficace da parte di Fagioli, sarebbe stato utile alimentare il possesso palla, magari pensando più a Gonçalves piuttosto che alzare le barricate, come invece ha tentato di fare Vanoli.

I limiti persistenti

In sintesi, mentre Vanoli aveva impostato correttamente le premesse iniziali, la lettura della partita in corso si è rivelata inefficace. Va accettato, con inevitabile delusione, che a due mesi dall’inizio di un nuovo percorso, la Fiorentina debba ancora vestirsi di panni operai di fronte a un’Inter tutt’altro che irresistibile. Questa scelta obbligata, che va oltre le eventuali responsabilità del tecnico, non ha influenzato la costruzione della squadra durante l’estate, che oggi appare priva di una forte personalità in quasi tutti i reparti

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