Verso la fine dell’inverno del 2024, la Fiorentina valutava seriamente un avvicendamento sulla propria panchina. Nonostante il percorso che avrebbe portato la squadra viola alla terza finale del suo ciclo, quella di Conference League persa contro l’Olympiacos, Vincenzo Italiano aveva già comunicato la sua intenzione di lasciare il club di Commisso. Joe Barone, allora direttore generale, aveva individuato in Alberto Aquilani il profilo ideale: l’allenatore che aveva guidato la Primavera per anni prima di intraprendere la carriera professionistica a Pisa. Una scelta potenzialmente audace, che avrebbe generato dibattito, ma che era maturata da tempo nella mente del dirigente. Il 17 marzo, a Bergamo, Barone fu colpito da un malore fatale, spegnendosi due giorni dopo a Milano, lasciando un profondo dolore in Rocco Commisso e nell’intero ambiente viola. Anche il percorso di Aquilani subì una deviazione.
Pradè puntò su Palladino
Daniele Pradè, subentrato nella gestione tecnico-sportiva, pur nutrendo stima per Aquilani, che aveva portato in viola ai tempi di Montella, aveva altre idee. Al termine della stagione, Italiano lasciò la Fiorentina come previsto, ma la scelta per il nuovo tecnico ricadde su Raffaele Palladino e non sull’ex centrocampista. Aquilani concluse la sua esperienza a Pisa tra alti e bassi, trascorrendo poi un anno in attesa della giusta opportunità, che arrivò con il Catanzaro. Attualmente, Aquilani guida il Sassuolo, società che ha dovuto reinventarsi dopo la partenza del dirigente Carnevali verso la Juventus. Il tecnico, nato nell’84, in un contesto sereno e propizio alla costruzione del proprio gioco, sta dimostrando ancora le qualità che Barone aveva intuito anni prima. Questa sera, per la prima volta, si troverà di fronte la ‘sua’ Fiorentina.
Sfida attuale, futuro incerto
Il suo nome era stato considerato anche la scorsa primavera, quando Paratici valutava il successore di Vanoli. Molti sostenitori viola avevano espresso il desiderio di vederlo sulla panchina gigliata, apprezzando il lavoro svolto in Calabria con il Catanzaro. Tuttavia, la scelta finale si orientò su Grosso, con esiti noti. Ancora una volta, la porta della prima squadra della Fiorentina si era chiusa prima che Aquilani potesse varcarla. L’allenatore romano, sin dai tempi della Primavera, coltiva il sogno di tornare a guidare la Fiorentina, questa volta dalla panchina del Franchi. Forse, un giorno, l’intuizione del compianto Barone potrebbe concretizzarsi. Oggi sono avversari, domani chissà.