La sfida tra Fiorentina e Juventus conserva ancora un fascino particolare? Un tempo, la data di questo incontro era cerchiata in rosso sui calendari dei tifosi viola, grazie a polemiche, trasferimenti e partite memorabili che rendevano il confronto al Franchi con i bianconeri un evento carico di emozioni uniche. Negli ultimi anni, questo sentimento si è un po’ affievolito, sia per il ridimensionamento della Juventus, non più la squadra dominante di un tempo, sia per il ricambio dei giocatori. Tuttavia, la rivalità mantiene una sua specificità in un panorama calcistico spesso omogeneo, come dimostrato dalla celebre coreografia che suscitò dibattito nazionale poco più di un anno fa.
Ad aprire i ricordi legati a Claudio Desolati, autore della sua prima rete con la maglia viola proprio contro i bianconeri. “Era il 1973 e vincemmo 2-1 dando il massimo. Il mio gol fu molto semplice, considerando le mie caratteristiche: stoppai il pallone in area, mi liberai dello stopper e segnai a Zoff. Ero molto giovane, ma avevo compagni come De Sisti che ti capivano al volo e sapevano sempre come servirmi il pallone. Eravamo una squadra forte, e questo ci permise di battere una Juventus che schierava attaccanti del calibro di Anastasi e Bettega”, ha raccontato.
Picchio De Sisti, protagonista di numerosi Fiorentina-Juventus, concorda: “All’inizio non c’era la rivalità che si è sviluppata in seguito. Avevo buoni rapporti con molti giocatori bianconeri, anche grazie alla Nazionale. Poi, con il tempo e gli eventi in campo, le partite sono diventate molto tese. Battere la Juventus era estremamente difficile, dato che dominavano in Italia e in Europa. Fortunatamente, qualche volta ci siamo riusciti”, ha aggiunto con una risata. “Tuttavia, non approvavo la tensione eccessiva che a volte si creava. Oggi, la rivalità è decisamente meno intensa. Forse è rimasta più nei tifosi, che non dimenticano certi episodi”.
A chiudere il cerchio è Alberto Di Chiara: “Abbiamo conquistato una vittoria in Fiorentina-Juventus nell’ultima partita giocata al vecchio stadio ‘Comunale’ prima dei lavori di ristrutturazione. Finimmo 2-1 in rimonta, con un rigore molto discusso assegnato a me e trasformato da Baggio, prima che Borgonovo segnasse il gol della vittoria nel finale. Giocare contro la Juventus era sempre speciale, e non posso dimenticare la finale di Coppa UEFA. Tuttavia, ho avuto le mie soddisfazioni. Oggi la rivalità è un po’ sbiadita, ma questo riguarda l’intero mondo del calcio: i giocatori sono ormai entità individuali, non più parte di un gruppo come lo eravamo noi”.