Allenare è forse il mestiere più complesso in assoluto. Se si considera l’ampiezza delle mansioni richieste a un tecnico, questa affermazione acquista sempre più credibilità. Vanoli, tornato sulla panchina della squadra dopo 3 giornate, ha ottenuto un successo immediato per 2-4 a Venezia l’11 settembre. A questo hanno fatto seguito un punto contro il Napoli e il passaggio del turno in Coppa Italia contro il Pisa. Successivamente, sono arrivate tre sconfitte, un pareggio e un’altra vittoria per 2-4 contro il Sassuolo. Un cammino tortuoso, complicato dalla costante ricerca della configurazione tattica ottimale per la squadra, quel giusto equilibrio tra qualità e quantità che permetta al gruppo di esprimersi al meglio e, soprattutto, di ottenere risultati. Vanoli, fino a questo momento, non sembra aver trovato la quadra con la Fiorentina. Lui stesso ha ammesso che nella sua precedente esperienza ci erano voluti due mesi e mezzo. La nostra fiducia in Vanoli rimane immutata, ma ci auguriamo che questa volta il processo sia più rapido.
Le difficoltà di assetto
In vista della sfida più importante, mentre la Juventus ha ottenuto una brillante vittoria esterna contro l’AZ, si discute della possibile titolarità di Oulai e Pedro, reduci da una buona prestazione a Reggio Emilia. Oulai, acquistato per quasi 30 milioni, è considerato un talento grezzo da plasmare. Pedro vanta invece un palmares di successi, gol e assist. Le loro presenze in panchina, pertanto, generano interesse. In attesa di Atta, il centrocampo rimane un puzzle tattico ancora irrisolto. Inoltre, la fascia sinistra della difesa presenta incertezze, con Parisi atteso e Valdepenas sperato, ma con Joao Mario che nelle ultime due gare ha mostrato un buon rendimento. La corsia mancina difensiva della Fiorentina resta un interrogativo.
Il paradosso dell’attaccante centrale
Mateo Pellegrino, venticinquenne attaccante, dimostra grande umiltà e una disponibilità verso i compagni esemplare. Si impegna costantemente, lotta senza mai lamentarsi, nonostante avrebbe molti motivi per esprimere il suo dissenso. Mateo rappresenta un modello. Non alza le braccia per chiedere il pallone, ma si getta senza timore nel vivo dell’azione, anche quando i rifornimenti scarseggiano. Finora ha realizzato 3 gol in Serie A e uno in Coppa Italia. Non numeri da record, ma considerando il contesto, sono da apprezzare. Pellegrino necessita di miglioramenti, ma possiede una dote eccezionale: il suo colpo di testa è letale. La scorsa stagione a Parma, nonostante il gioco prudente della squadra di Cuesta, segnò 9 reti di testa su un totale di 12 gol. Fu inoltre il secondo miglior marcatore della Serie A in questa specialità, oltre a distinguersi per duelli aerei tentati e vinti. A Firenze, tuttavia, non ha ancora segnato con il gioco aereo. La domanda sorge spontanea: non servirebbe crossare di più per Pellegrino? Considerare questa mancanza un errore tattico è quasi d’obbligo. La Fiorentina, infatti, occupa il diciannovesimo posto in Serie A per numero di cross effettuati. La situazione appare quasi surreale. Il dato diventa ancora più preoccupante se si considera che meno del 20% dei cross tentati raggiunge l’area di rigore. La conclusione è chiara: Vanoli deve intervenire. L’indicazione è semplice: palla alta per la Fiorentina