Nel pomeriggio odierno, l’ex fischietto di Serie A, Claudio Gavillucci, intervenendo a Radio Sportiva, ha espresso il suo parere sulle strategie adottate da alcune società, inclusa la Fiorentina, nelle prime giornate del campionato. Queste società hanno richiesto chiarimenti all’AIA in merito a episodi arbitrali.
“Se devo essere sincero, ritengo che le richieste di spiegazioni avanzate dalla Fiorentina in questi giorni servano unicamente a creare fermento. Come è facilmente intuibile, l’intento è quello di influenzare la prossima partita”, ha dichiarato Gavillucci.
Formazione e trasparenza per un servizio essenziale
L’ex arbitro ha proseguito sottolineando l’importanza di una figura come il Referee Manager, la cui attività è stata recentemente offuscata da vicende giudiziarie legate all’AIA. Gavillucci ha evidenziato la necessità di un’interazione costante tra il mondo arbitrale e i club, i quali beneficiano di tale servizio. “Non dobbiamo mai dimenticare che l’arbitraggio è un servizio fornito al calcio e, di conseguenza, ai club che ne sostengono i costi annualmente”, ha aggiunto.
Le proteste come pretesto o strategia
Infine, Gavillucci ha concluso affermando: “Se queste azioni vengono intraprese solo occasionalmente, quando si percepisce un torto subito, hanno poca efficacia. Appaiono piuttosto come un pretesto per chiedere maggiore attenzione in futuro, dopo essersi sentiti penalizzati. Un lavoro invece organico, continuo e trasparente conferirebbe tutt’altro valore. Tuttavia, questo compito non può spettare al designatore arbitrale; è necessaria l’introduzione di nuove figure dedicate”.