Si potrebbe liquidare la questione affermando che la Fiorentina fosse in vantaggio al 90′ sul campo dell’Inter. Tuttavia, un’analisi più approfondita rivela che la squadra di Vanoli aveva prodotto poco, per usare un eufemismo, per raggiungere quella posizione. Un risultato storico sembrava a portata, nonostante una presunta compiacenza arbitrale sul primo rigore non concesso a Thuram. Il finale, tuttavia, ha visto il classico epilogo, con la Fiorentina stessa che ha contribuito in modo significativo.
La sterilità offensiva di Pellegrino e Beto
I sostenitori di Pellegrino potrebbero sottolineare la mancanza di palloni giocabili ricevuti dall’attaccante argentino. Ciononostante, quando il dibattito si concentra eccessivamente sui rifornimenti mancati, emergono problemi anche nella capacità di ricezione. Ieri, la Fiorentina ha visto Pellegrino mantenere pochissimi palloni, e quelli pochi gestiti con una lentezza disarmante. La situazione si complica ulteriormente quando si è già in svantaggio tecnico e l’attaccante non riesce a fare da riferimento. Ancora più critica la prestazione di Beto, con tempi di reazione surreali e un pallone perso che ha innescato l’azione del pareggio. La somma delle prestazioni dei due attaccanti ha determinato una sterilità offensiva preoccupante.
Il centrocampo e le scelte di Vanoli
Le assenze di Atta (infortunato e con rientro incerto) e la giovane età di Oulai (reduce dal Mondiale U20) sono fattori noti. A questi si aggiunge la percezione di un bisogno di un giocatore come Matic. A tre mesi dall’inizio della stagione, la Fiorentina si affida a un centrocampo composto da Ndour (considerato intoccabile e insostituibile), Fagioli e Brescianini. Le prestazioni a questi ritmi rendono impensabile un gioco propositivo. Fagioli, pur essendo il più tecnico, mostra una certa lentezza quando si confronta con mediane fisicamente imponenti.
A peggiorare il quadro, mentre l’Inter premeva con numerose occasioni da gol che suggerivano un risultato meritato, è arrivata la mossa tattica di Vanoli: l’inserimento di ulteriori difensori per arroccarsi nella propria area. Questa strategia ha portato all’incasso dei due gol dell’Inter, una situazione già verificatasi in diverse occasioni nella stagione precedente. Sebbene l’approccio iniziale e lo spirito di sacrificio siano stati apprezzabili, il miglioramento rispetto alla prestazione di Genova appare marginale, sollevando dubbi sulla direzione intrapresa.